Leonardo a Milano

di Daniela Annaro

Il 2 maggio 1519 ad Amboise, in Francia, a 67 anni  muore Leonardo da Vinci.  Quest’anno, dunque, ricorre il V centenario della morte. Il mondo dell’arte e  della cultura , in tutto il paese, ha  messo in campo le sue migliori energie per celebrarlo. 

Vinci, Firenze, Roma, Milano, Torino, Mantova, Venezia, Bologna, luoghi frequentati e vissuti dal grande maestro toscano, hanno organizzato decine e decine di mostre ed eventi e molte ancora se ne apriranno nel corso del 2019. A Milano, dove Leonardo ha vissuto per vent’anni, il programma è piuttosto fitto.

Nella città ambrosiana sono conservati due codici, tra gli innumerevoli sparsi per il mondo: il più  importante cioè il Codice Atlantico  è alla Biblioteca Ambrosiana, il secondo è  il Codice Trivulzio  ed è custodito   al Castello Sforzesco. Alla Pinacoteca Ambrosiana  è  esposta  l’unica opera su tavola del maestro vinciano, il Musico (1485), ritratto di Atalante Migliorotti, un musicista amico di Leonardo, come si è scoperto negli ultimi anni. E, ancora, il Museo della Scienza e della Tecnologia espone  il più alto numero al mondo di modelli  di macchine,  manufatti e invenzioni realizzate sulla base dei  disegni leonardiani. Al centro di queste tre istituzioni museali le rassegne più significative.  

Leonardo arriva a Milano  nel 1482, vi rimane fino  al 1499 per poi tornarvi nel 1506  e restarvi sino al 1513.  Ha trent’anni è già un maestro famoso, si è formato alla bottega di un grande artista come Andrea del Verrocchio. Alla corte di Ludovico Maria Sforza  si presenta come ingegnere militare, consapevole  dei propositi guerrieri del Moro. E , per il Moro, realizza come pittore  i ritratti delle sue amanti: Lucrezia Crivelli (La Belle Ferroniére 1485-1490 al Louvre) e Cecilia Gallerani, (La Dama con l’ermellino 1488-1490, in Polonia a Cracovia). Per il Refettorio dei Domenicani di Santa Maria della Grazie, su commissione del Duca Sforza dipinge il Cenacolo che termina nel 1498 quando gli viene chiesta la decorazioni della Sala delle Asse all’interno della Corte Ducale del Castello. In quei vent’anni,  il genio di Vinci  da vero scienziato ha mille interessi: osserva la natura e studia anatomia, si occupa di idraulica, di architettura, di fisica, di chimica, di letteratura, di geometria… un elenco interminabile di discipline che  lo affascinano e lo incuriosiscono. Un’eredità unica quella che ha lasciato attraverso migliaia e migliaia di disegni, appunti, testi con la sua grafia mancina, un’eredità degna di un uomo irripetibile quale lui è stato.

Castello Sforzesco,  Veneranda Biblioteca e Pinacoteca Ambrosiana e Museo della Scienza e della Tecnologia  sono i luoghi che per il loro patrimonio  hanno organizzato le rassegne da non perdere in collaborazione con il Comune di Milano e la Regione Lombardia.
In occasione dei 500 anni dalla morte di Leonardo da Vinci,  la Sala delle Asse viene eccezionalmente riaperta al pubblico dopo 6 anni di studi e restauri, svelando le nuove tracce leonardesche apparse sulle sue pareti. Una ulteriore scoperta, dopo quella della Sala stessa alla fine dell’Ottocento, che rivela una nuova geografia del progetto di decorazione ideato da Leonardo e che sarà la base di nuovi studi sul genio vinciano.

Attraverso la scenografica installazione multimediale “Sotto l’ombra del Moro”, i visitatori sono guidati nella lettura dello spazio integrale della Sala, spostando l’attenzione dalla volta alle pareti laterali, e scopriranno come Leonardo abbia qui sviluppato il suo concetto di imitazione della natura tanto da immaginare un sottobosco e, al di là degli alberi, case e colline all’orizzonte: dalla stanza del duca Sforza al territorio da lui governato; potranno comprendere il significato della Sala delle Asse nel Rinascimento e le sue complesse vicende storiche e conservative. (Qui sotto il cosiddetto Monocromo della Sala delle Asse)

Leonardo da Vinci - Monocromo Sala delle Asse

Alla Veneranda Biblioteca Ambrosiana sono esposti 23 fogli dal Codice Atlantico in una rassegna curata da Pietro C. Marani, il più importante studioso di Leonardo al mondo. Raccontano del periodo francese, cioè la maturità del Maestro.

Leonardo in Francia – afferma Pietro C. Marani – s’incentra sui disegni architettonici e idraulici di Leonardo eseguiti in Francia tra il 1516 e il 1518, posti tutti tradizionalmente in rapporto con i progetti del Re di Francia Francesco I per una nuova residenza reale da erigersi a Romorantin. Qui il vecchio castello, abitato dalla madre del re, Luisa di Savoia, era già stato oggetto di lavori di riammodernamento e restauro negli anni precedenti, ma la nuova residenza voluta dal re si sviluppa in senso monumentale e urbanistico, e Leonardo, nei suoi disegni, sembra orientarsi al progetto di due palazzi gemelli, uno per il re, l’altro per la regina Claude di Francia, attorniati da canali e padiglioni. Forse i disegni di Leonardo non ebbero seguito ma il castello di Chambord, edificato a partire dal 1519, sembra trasmettere qualcuna delle idee di Leonardo per Romorantin.

Leonardo da Vinci Parade si intitola la mostra del Museo della Scienza e della Tecnologia  dedicata a Leonardo. Ripropone   i modelli realizzati nel 1953, anno in cui l’istituzione museale è inaugurata e dedicata al maestro fiorentino. Sono modelli ispirati ai disegni di Leonardo  attorniati da affreschi di pittori lombardi del XVI secolo che restituiscono l’humus  culturale vissuto dal genio vinciano durante il suo soggiorno nella città ambrosiana.

Infine, vi segnaliamo altre due importanti rassegne fuori dal contesto lombardo. A Venezia, alle Galleria dell’Accademia “Leonardo da Vinci. L’Uomo modello del mondo”. Presenta settanta opere, tra cui trentacinque autografe del Maestro toscano, che a partire dall’Uomo Vitruviano, simbolo di perfezione classica del corpo e della mente, ricostruiscono la vita di Leonardo. 

A Torino, ai Musei Reali fino al 14 luglio “Leonardo Da vinci. Disegnare il futuro”.  La rassegna espone l’unico autoritratto di Leonardo, custodito nei caveau della Biblioteca Reale torinese come il Codice del volo, qui esposto per offrire spunti e riflessioni sulla complessità del pensiero e della figura di Leonardo da Vinci. 

 

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