L’ Italia abbaglia il Belgio

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di Luigi Losa

Come si dice in gergo: vince e convince. Al suo debutto all’Europeo l’ Italia batte 2 a 0 il temutissimo Belgio e subito scatta il peana nei confronti degli azzurri ed ancor più dell’allenatore, il c.t. Antonio Conte super pagato (4,5 milioni di euro l’anno) e già destinato alla panchina del Chelsea (6 milioni di euro l’anno). Addirittura è stato coniato in men che non si dica l’ennesimo neologismo calcistico, il “contismo” che comprende il modulo e il sistema di gioco ma anche la ‘filosofia’ (ma guarda te!) del mister e la sua capacità di trasmetterla ai ‘ragazzi’.

Calma e gesso. Indubbiamente l’Italia ha giocato bene, ha meritato ampiamente di vincere, ha rischiato qualcosa soprattutto nel secondo tempo (poteva finire anche 3 a 1), ha ridimensionato un Belgio pieno di giocatori famosi e bravi (Courtois portiere quasi paratutto, Nainggolan romanista un po’ spompato, Hazard tanto fumo poco arrosto, De Bruyne tutto rosso forse anche di vergogna, Witsel chi l’ha visto, Fellaini tutto capelli anche tinti e basta, Lukaku marcantonio dalla mira storta, buon per noi e Buffon) ma sicuramente poco o niente squadra.

L’entusiasmo quindi ci sta tutto e lunedì sera le strade eran deserte (18 milioni a guardare la tv) e dalle finestre, anche quelle chiuse perché i temporali scoppiano a ripetizione, si udivano echi di telecronache, urlacci di gioia e paura, il solito copione insomma.

Di qui ad esaltarsi e cullare sogni, prematuri, di gloria ce ne corre: due anni fa al mondiale brasiliano abbiamo incominciato battendo l’Inghilterra salvo poi rimediare due pere da Costarica e Uruguay e tornarcene a casa subito con le pive nel sacco e con le dimissioni dell’intero vertice della federazione oltre che del c.t. Prandelli.

Non per portar rogna ma è dal 1968 che non vinciamo il titolo europeo anche se nel frattempo abbiamo conquistato due mondiali (1982 e 2006); è pur vero che siamo arrivati due volte in finale battuti da Francia e Spagna.

In ogni caso godiamoci la vittoria e guardiamo già al prossimo match di venerdì pomeriggio con la Svezia di ‘fasotutomi’ Slatan Ibrahimovic che con la modestissima Irlanda non è andata oltre un pareggio rimediato grazie ad una classica autorete.

C’è da dire anche che, a tutt’oggi, solo l’ Italia e la Germania hanno vinto con due reti di scarto, per il resto vittorie e pareggi assai striminziti. L’unica che ha brillato è stata la Croazia con la Turchia mentre la Spagna ha faticato sino all’ultimo a mettere sotto la repubblica ceca. Dal canto suo la poderosa Inghilterra è stata ‘uccellata’ come avrebbe scritto il grande Giuan Brera fu Carlo da una Russia che pure sembrava una squadra più di boscaioli degli Urali che di calciatori. A riprova che nemmeno un maestro come Fabio Capello poteva riuscire a cavare sugo dalle rape e se n’era andato prima del tempo non senza aver intascato il lauto conquibus.

Restano da vedere all’opera le ultime 4 squadre delle 24 in lizza e tra queste la più accreditata è sen’altro il Portogallo di Cristiano Ronaldo: chissà che CR7 non faccia qualche prodezza.

Perché sin qui, tolta l’ Italia, non è che ci sia stato molto di che far saltare in piedi dalla poltrona e svegliarsi dall’abbiocco.

 

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