L’Italia che dona

  •  
  •  
  •  
di Francesca Radaelli

Non solo denaro. Si può donare anche il proprio tempo. E vogliamo parlare di chi dona il sangue? La bella notizia oggi è che l’Italia ricomincia a donare. In realtà l’Italia che dona è sempre esistita, magari un po’ in sordina, anche se negli ultimi anni si era parecchio rimpicciolita. Ora, invece, è tornata lentamente a crescere.

A metterlo nero su bianco è la ricerca pubblicata dall’Istituto Italiano della Donazione in occasione del Giorno del Dono che si festeggia oggi,  4 ottobre. L’indagine prende in rassegna tre dimensioni: la donazione monetaria, il volontariato e la sfera delle donazioni biologiche. Si basa su  studi e ricerche molto diverse fra loro svolte da diversi istituti per tracciare un quadro delle principali tendenze delle donazioni in Italia. Il risultato?

Si dona un po’ di più, ma cala la fiducia nel terzo settore

Innanzitutto le donazioni economiche crescono, ma cala la fiducia degli italiani. Nel 2018 è tornata a salire, arrivando a toccare quota 18,8%, la percentuale di italiani che donano per una buona causa: in 10 anni la quota era scesa dal 30 al 18%.

I dati provengono dall’indagine Sinottica su Donazioni e Lasciti di GfK, mentre secondo l’indagine Istat sulle famiglie italiane l’anno scorso sono stati 7,65 milioni gli italiani ad aver effettuato almeno una donazione in denaro negli ultimi dodici mesi, 108mila in più rispetto al 2017.  Secondo i dati BVA Doxa, nel 2018 è aumentato anche il numero di coloro che dichiarano di aver fatto almeno una donazione informale nell’ultimo anno (dal 31% del 2017 al 44%).  Il rovescio della medaglia è che aumenta anche la quota di persone che, pur desiderose di aiutare, affermano però di non aver fiducia nelle associazioni: sarebbe infatti proprio questo il motivo principale della mancata donazione ad un’organizzazione, seguito dalla scarsa trasparenza o comunicazione sull’uso dei fondi. A contribuire al diffondersi del ‘sospetto’ sulle ong probabilmente devono aver pesato anche le recenti campagne di accuse indifferenziate contro le organizzazioni non governative.

I donatori di tempo

Analizzando la donazione di tempo, risulta in leggero aumento anche il numero di chi svolge attività di volontariato:  secondo l’Istat, alla data del 2018 risulta composto da 5,54 milioni l’universo di persone dedite ad attività gratuite in associazioni di volontariato, 1,82 milioni impegnate in altre associazioni, 507mila prestanti opera per un sindacato. Considerando un impegno medio mensile di 20 ore da parte dei volontari, si possono stimare 2 miliardi di ore donate ogni anno dagli italiani. Come riscontrato per la dimensione economica, il numero dei “donatori di tempo” appare stabile, o con variazioni molto contenute. Solo nelle associazioni di volontariato si passa infatti dai 5,47 milioni del 2017 ai 5,54 milioni del 2018. 

Le donazioni biologiche

In leggera crescita anche le donazioni di sangue. Nel 2018 il Centro Nazionale Sangue sottolinea l’inversione di tendenza che fa segnare un +0,2% dopo anni con il segno meno. Ammontano a 1,6 milioni gli italiani che nel 2018 hanno donato il sangue almeno una volta, il 92% dei quali è iscritto un’associazione di donatori. Però cala il numero dei nuovi donatori, un 4% in meno rispetto al 2017 (371.000). Bisogna rilevare però che laddove i Comuni hanno attivato il servizio di raccolta delle dichiarazioni di consenso alla donazione degli organi (5.598 amministrazioni in tutta Italia), due italiani su tre esprimono parere favorevole. Dopo tre anni di incrementi calano invece le donazioni di tessuti, che nel 2018 assommano a 13.482 contro le 14.799 dell’anno precedente, 8.765 di esse riguardano le cornee secondo i dati del Centro Nazionale Trapianti.