Lo sguardo di Cesare Colombo su Milano

di Daniela Annaro

Fra le migliaia di mostre  che il Coronavirus  impedisce di visitare, una più di altre, a nostro parere, merita di essere segnalata. E’ al Castello Sforzesco di Milano, a pochi metri dalla preziosa Sala delle Asse affrescata da Leonardo da Vinci.

Cesare Colombo. Fotografie 1952-2012 è il  semplice titolo della personale che il Comune di Milano gli dedica, aperta fino al 14 giugno. Titolo essenziale e  sobrio come era Cesare Colombo (1935-2016), uno dei più importanti fotografi  italiani del Novecento. Ma Colombo non è stato solo questo: è stato grafico pubblicitario, curatore di mostre, docente universitario, storico e critico. Un uomo generoso e modesto, testimone attivo per tutta la vita dei mutamenti della società e della fotografia italiana.

C. Colombo - Claudio Abbado
C. Colombo – Claudio Abbado

Ha incominciato giovanissimo: a quindici anni, nel 1950, suo padre, il pittore Augusto Colombo, gli regala una macchina fotografica, una Ferrania Rondine. Cesare impara a sviluppare e a stampare e, dopo il liceo classico e dopo qualche anno di università, inizia a lavorare come fotografo in un’agenzia pubblicitaria. Nel 1958, alla Biblioteca Sormani, viene presentata la sua prima mostra di fotografie :”Palcoscenico” si intitola, una serie di scatti su diversi spettacoli del Teatro alla Scala.

C. Cololmbo – Gae Aulenti

Ma il suo sguardo si rivolge non solo al mondo della cultura e delle arti. Sono le trasformazioni della società, del mondo del lavoro ad appassionarlo e  a vederlo protagonista. Nelle 106 fotografie della Sala Viscontea del Castello Sforzesco, Colombo racconta i mutamenti della città attraverso lo svolgersi  della storia. Dai funerali del 15 dicembre 1969 delle vittime di Piazza Fontana, alle lotte operaie e studentesche, alle trasformazioni del tessuto economico del paese e di Milano in particolare: i primi supermercati, la nascita dei fastfood, il passaggio dall’industria manifatturiera al terziario, il mondo della moda, i protagonisti dello spetttacolo, della cultura, dell’architettura  e del design come,  per esempio, Gae Aulenti o Achille Castiglioni. 

C. Colombo – 1968. Milano, la Torre Galfa vista dal Grattacielo Pirelli.

Sessant’anni di storia di Milano,  dal 1952 al 2012, sono raccontati nelle immagini di Colombo. L’allestimento della mostra milanese è firmata da Italo Lupi, acclamato designer e amico fraterno di Cesare Colombo. Su un lungo tavolo scorrono le immagini della vita professionale e familiare, mentre alle pareti, ci sono gli scatti sulle trasformazioni  economiche e sociali del capoluogo lombardo nel corso del tempo. 

La curatela è di Silvia Paoli, conservatore del Civico Archivio di Milano,  con le figlie di Cesare,  Sabina e Silvia Colombo. Questo tardivo omaggio della città al fotografo Colombo, è stato reso possibile grazie alla donazione di oltre un centinaio di foto da parte degli eredi.

Qui sotto il filmato di Roberta Cordisco per memoMI, la memoria di Milano, l’unica piattaforma sulla memoria della città, completamente gratuita e accessibile a tutti.