Lo stile alimentare dei giovani. L’inchiesta dei ragazzi del Dehon

I ragazzi della classe quarta Scienze umane dell’Istituto Leone Dehon di Monza  hanno sottoposto un questionario online, raggiungibile dal sito della scuola, agli studenti, ai loro coetanei conoscenti al di fuori della scuola e a due piccoli campioni di ragazzi del Nebraska e dell’Australia, approfittando del rientro da esperienze di studio all’estero di due nostre compagne di classe. 

I risultati del sondaggio sono stati presentati durante un convegno promosso dalla Caritas.

L’inchiesta

La classe ha scelto le domande sul tema, che sono state quindi divise in quattro ambiti: il primo riguardante la qualità di cibo assunta: è emerso che il campione intervistato, vivendo in condizioni agiate, può permettersi di saltare pasti o avanzare la portata. Come si vede  dalle slide dell’ Inchiesta Stili alimentari dei giovani, se in Italia il pasto più sostanzioso è il pranzo, al contrario cena e colazione predominano all’estero.

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Il ristorante

Il secondo ambito si interessa di luoghi in cui si consuma il cibo. In Italia e all’estero la tipologia preferita di ristorante risulta essere la pizzeria per questioni di tempo e per il basso prezzo,  seguita dal ristorante giapponese molto in voga tra i giovani che hanno interesse e curiosità nel provare cibo di altre culture. Per quanto riguarda la sfera domestica i ragazzi intervistati, forse per comodità, non sempre mangiano a tavola, ma preferiscono consumare il pasto sul divano.

Mangiamo sano?

Il terzo gruppo di domande investiga il “Mangi sano?”. Coerente con le aspettative della classe, è emerso che i ragazzi italiani consumano più pasta in confronto agli stranieri e tendono ad accompagnare il piatto con il pane, abitudine che non rispetta una dieta corretta.

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Infine la maggior parte del campione estero ha dichiarato di non bere bibite gassate nel corso della settimana, al contrario degli italiani che ne consumano in qualità più elevata.

Bevande alcoliche

Invece, riguardo le bevande alcoliche, la maggioranza dei ragazzi italiani ne fa uso, mentre all’estero solo una minoranza li consuma abitualmente, probabilmente a causa dei rigidi limiti sanciti dalla legge che ne vieta la consumazione ai minori di 21 anni per lo stato del Nebraska, e ai minori di 18 in Australia: Se ne conclude che la normativa a riguardo viene rispettata dai giovani, ma anche dai venditori.

 

Federica Calegari & Marta Santoni

Liceo Dehon Monza

 

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