Longobardi, un popolo che cambia la storia

di Costanza Tannaro

Europa, Mediterraneo, incontro. Tre parole chiave al centro di un importante evento culturale internazionale. “Longobardi, un popolo che cambia la storia“. Questo il  titolo della mostra- evento che coinvolgerà tre città: Pavia, Napoli e San Pietroburgo

Sarà una mostra epocale, la più completa mai realizzata su questo popolazione germanica, protagonista di una lunga migrazione che dal nord d’Europa la portò fino in Italia. Dal 1° settembre  2017 al Castello di Pavia, dal 15 dicembre al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, (MANN) e ad aprile  2018 al Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo. 


Il frutto di ben 15 anni di nuove indagini archeologiche, epigrafiche e storico-politiche su siti e necropoli altomedievali saranno condivisi con il pubblico di  visitatori.

Una rassegna – spiegano gli organizzatori – che consentirà. a differenza di precedenti eventi,  una visione complessiva (dalla metà del VI secolo d.C. alla fine del primo millennio) del ruolo , dell’identità, delle strategie, della cultura del popolo longobardo.

Una storia che parte nel 568 d.C. quando il re Alboino varca le Alpi Giulie e inizia a conquistare i territori dell’impero Romano d’Occidente. I Longobardi  fanno da ponte tra le culture del Mediterraneo e quelle del Nord Europa, spingendosi fino alla Campania : Capua e Benevento sono state le capitali della Longobardia Minor.

Un  vero evento già nei numeri. Oltre 300 le opere in mostra, 80 tra  musei ed enti prestatori coinvolti, 50 gli studiosi impegnati nelle ricerche e nel catalogo Skira, 32 i siti e i centri longobardi rappresentati, 58 i corredi funerari esposti integralmente, 17 i video e le installazioni multimediali, 3 le cripte longobarde pavesi aperte per la prima volta al pubblico, un centinaio i materiali dei depositi del Museo Archeologico di Napoli di epoca altomedievale. E poi un comitato scientifico  nel cui elenco leggiamo nomi di importanti studiosi come Ermanno Aslan, Carlo Bertelli, Gian Pietro Brogiolo, Federico Marazzi, questi ultimi curatori della mostra insieme ai direttori dei musei di Pavia, Napoli, San Pietroburgo. Che cosa capiremo vedendo questa mostra?


A differenza delle precedenti – tengono a precisare curatori ed organizzatori  (la rassegna è voluta da Villaggio Globale International) –  si cercherà di dare una visione complessiva di quello che avvenne sul suolo italiano( e non solo) tra la metà del VI secolo d.C. alla fine del Primo Millennio. Si tratta di un passaggio epocale  un tempo cuore del’Impero Romano e con i Longobardi divenuto sede della Cristianità.

Per saperne di più: longobardi

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