Louis Daguerre e la prima fotografia

Daguerre-fotografiaC’è sempre un momento preciso, nella storia delle conquiste dell’umanità, in cui un uomo qualunque, un genio improvvisato, uno scienziato o un chissachi’, inciampando o inseguendo con caparbietà un obbiettivo qualsiasi, cambia un po’ la vita di tutti noi.

Sono lampi di pensiero, intuizioni folgoranti, esperimenti documentati e studi approfonditi a generare l’istante in cui cambia il corso delle cose e nulla mai sarà più come l’attimo prima.

A Louis Daguerre, francese, artista, pittore ma anche chimico e fisico, deve essere capitato qualcosa di simile, il giorno in cui decise di esporre alla luce imagesAFTAKIETuna lastra di rame, rivestita di argento sensibilizzato alla luce con  vapori di iodio.

Saper mischiare competenze e passioni  è forse il segreto dei visionari, degli innovatori. Così, quel giorno, inventando di fatto la prima fotografia, chissà se intuì che la storia della rappresentazione del mondo non sarebbe più stata la stessa.

Un fascio di luce intrappolato in una scatola di legno e trasformato in immagini a due dimensioni da un cocktail di chimica e fantasia. Guerre, paesaggi, libri, ritratti, moda e memorie di famiglie intere, avrebbero guadagnato altra memoria. La prima immagine del reale, detta poi in suo onore” dagherrotipo”, sembra essere un panorama di Parigi dove, cercando con cura, si avvista un signore intento a farsi lustrare le scarpe.

E già in quel primo arcaico esperimento, si intravede quanto potente sarebbe diventato quel nuovo linguaggio che, vincendo sul tempo, sarebbe stato capace non solo di documentare e raccontare la storia ma anche di condizionarne il destino; di circoscriverla con tagli, scelte poetiche, aggiungendo dettagli, racconti e mistero.

o-DAGHERROTIPO-facebook

Dagherrotipo

Fra il  primo faticoso dagherrotipo prodotto con tempi di esposizione da dieci a quindici minuti, e la bulimia di istantanee e onnipresenti  immagini digitali, ci stanno centocinquant’anni di foto icone che accompagnano l’esistere privato e collettivo di tutti noi.

Forse nemmeno Daguerre riuscì ad immaginare quali e quante immagini avrebbe generato quella primitiva fotografia, e anche lui come Marconi, come Meucci, Edison, Volta e tutti coloro i quali hanno costruito le fondamenta della nostra civiltà dei media, croce e delizia della nostra epoca, fosse ancora oggi fra di noi, ne resterebbe stupefatto.

Enzo Biffi

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