Luca Attanasio, operatore di pace

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di Achille Taccagni
Quando la violenza strappa da questo mondo la vita di una persona impegnata per la pace, il dolore è sempre enorme. Diventa ancora più difficile da gestire se la persona portata via così brutalmente ti era in qualche modo vicina.
 
Luca Attanasio era figlio di questa terra. Cresciuto a Limbiate, negli anni Novanta aveva studiato al Majorana. Scientifico.
 
Flavia lo ricorda come una persona meravigliosa, sempre disponibile a tornare presso il Liceo per parlare agli studenti, per emozionarli, per convincerli di aprirsi al mondo e del valore enorme che può avere il servizio per le istituzioni e per lo Stato. Poi, dopo il liceo, Luca aveva seguito il percorso di molti: laurea in Bocconi e master in relazioni internazionali, fino al concorso per la Farnesina.
 
Giusy dice che i cooperanti e i missionari italiani presenti in Congo lo ricordano tutti come una persona straordinaria. In uno scenario così complesso come quello congolese era fondamentale avere tutte le migliori qualità per svolgere il proprio compito. Lui l’ha fatto con serietà, professionalità, servizio e umiltà, come testimoniano i progetti umanitari a cui partecipava personalmente.
 
Oggi, con la morte di Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci, perdiamo due servitori dello Stato: che il loro sacrificio non sia vano.
 
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio”