Ma a me… cosa manca? La storia di Valerio

P1060601_webDalla nostra “speciale redazione” di Inzago  Paolo De Gregorio racconta Valerio Compiani

Valerio, 47enne della provincia di Varese, da circa sette  anni in carrozzina, a seguito di un incidente motociclistico è da circa quattro vive presso il Centro residenziale per disabili “Simona Sorge” di Inzago, gestito dalla Fondazione Sacra Famiglia Onlus. Parlare con lui è come entrare in un altro mondo: il suo aspetto bonario e pacioso (supera i 100 chili di peso) lo rende simpatico “a pelle”.

Lo vedi che gira sulla sua carrozzina elettrica, con un sorriso radioso e quando l’incroci  il più delle volte  pensi: ma possibile…come fa a vivere così serenamente?

Poi ci parli  e capisci che non finge, è una persona vera, che ha trovato nella gente che lo circonda, la migliore ragione di vita.

“Dopo l’incidente -racconta Valerio–  ho avuto subito la reazione che, ancora oggi, mi motiva a vivere nel migliore dei modi. Ho pensato che, se non ero morto in quel momento, valeva ancora la pena di vivere, non sopravvivere. Sono circondato da tante persone, la maggior parte di esse sono meravigliose: perchè dovrei piangermi addosso?”.

Valerio con Platinette

L’entusiasmo di Valerio nell’affrontare la vita, si percepisce dal suo modo di porsi verso gli altri, all’interno e all’esterno del Centro Simona Sorge dove adesso lui risiede. Ironico, dissacrante, spiritoso, “buongustaio” (soprattutto se si parla di donne…), amico, dal cuore grande: insomma, con lui non ci si annoia mai.

“A volte mi chiedono: cosa ti manca? Ora che ci penso, mi mancano i quattro giorni di coma e che nessuno mi ridarà. Però, da quando ne sono uscito ho iniziato una nuova vita, piena di  amici, a cominciare dal mio compagno di camera Tonino, Ilenia, Mariangela,…e poi ne potrei citare tanti altri, ma l’alfabeto non mi basterebbe per scriverli e descriverli tutti”.

In effetti, Valerio è di grande compagnia e, tra l’altro, mette tanto entusiasmo nelle attività che gli vengono proposte.

Partecipo a un progetto di sensibilizzazione sugli incidenti stradali, giro le scuole con altri miei “compagni di sventura”, Tonino e Giada: raccontiamo ai giovani la nostra disavventura, per metterli in guardia sui pericoli che la strada nasconde. Quando andiamo nelle scuole e incontriamo i ragazzi, (che ci seguono con un’attenzione e un interesse che fa invidia a tanti docenti), portiamo un video dove raccontiamo la nostra storia ci siamo io Tonino e Giada … eccolo:

 

Ho conosciuto parecchi personaggi famosi che vengono al Centro a trovarci, ho girato uno spot solidale, insieme a Claudio Batta e fatto parte di un cortometraggio.

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Inoltre vado a Radio Cernusco Stereo, dove in diretta gestiamo un programma di musica e parole; sono stato anche all’Università Cattolica a parlare di questo progetto e, inoltre, da poco collaboro anche con questa testata giornalistica, Il Dialogo di Monza.  La vita è una sola, guai a pensare di interromperla impropriamente”.

Ecco, se qualcuno fosse in preda allo sconforto e pensasse che la vita è dura e difficile da vivere, provi a confrontarsi con questo “omino”: parlare con lui è come fare indigestione di buon umore…

Paolo De Gregorio

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