Marta nella corrente

Marta nella correnteEstate del 1982: gli italiani festeggiano la vittoria ai mondiali di calcio, mentre Aldo, vedovo sessantenne, riceve la notizia della morte della sua unica figlia in seguito ad un incidente stradale.

L’uomo non aveva più contatti con Bruna da dieci anni, e non sapeva che fosse madre single di una bambina di sette anni, Marta; si dichiara subito disponibile a prendersi cura della nipotina, ma, in attesa della decisione del tribunale, la bimba viene momentaneamente data in affido ad una famiglia.

Queste tragiche circostanze sono il motivo dell’incontro fra Marta e la Dottoressa Donati, incaricata di seguirla nel percorso di superamento della negazione del lutto e impegnata nel difficile compito di strapparla al mutismo nel quale si è rinchiusa dopo la morte della madre. Ed è proprio il silenzio l’elemento che accomuna la bambina e la matura psicologa, che non è mai riuscita ad elaborare ed esternare la sofferenza che l’ha segnata quando era in Germania in campo di concentramento.

Inizia così un percorso terapeutico dal quale trarranno beneficio entrambe, in uno scambio reciproco di dolore e conforto.

Elena RausaElena Rausa, insegnante di lettere milanese, esordisce con un romanzo che tratta cone delicatezza il difficile tema dell’accettazione del lutto e della successiva convivenza con esso; la scrittrice racconta accuratamente il punto di vista di tutti i protagonisti della vicenda, elaborato in base al vissuto, alla maturità e alle aspettative di ciascuno di essi, riuscendo narrare una storia problematica senza indulgere ad eccessi, coinvolgendo tuttavia il lettore in modo incondizionato.

 

Valeria Savio

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