Martin Lutero

di Daniela Annaro

martin-luteroUndici ore dopo il tramonto, cioè alle cinque del mattino del 10 novembre 1483 a Eisleben, in Sassonia, nasce  il teologo  riformatore Martin Lutero. La sua è una famiglia relativamente in buone condizioni economiche consente al figliolo di studiare latino e di frequentare l’università a Erfhurt. E, qui, nella biblioteca trova una copia della Bibbia, testo che lo appassiona al punto che, nel 1505 sopravvissuto a un violento temporale fa voto a Sant’Anna di vita monacale. Due anni dopo  viene ordinato sacerdote nell’ordine degli Agostiniani. La nuova veste che indossa è un’occasione in più per continuare e approfondire gli studi teologali. Tanto da essere chiamato dal principe di Sassonia Federico il Savio a insegnare nella nuova Università di  Wittenberg.

Nei primi anni di docenza, insegna dialettica e fisica, approfondendo i suoi studi sulla Bibbia. Nel 1510, il suo Ordine lo invia a Roma. Si narra che Lutero, entrando in piazza del Popolo cada in ginocchio esclamando:«Salve Roma santa, città di martiri, santificata dal sangue che essi vi hanno sparso».

Ma a prescindere dagli aneddoti, il confronto  con la Chiesa di Roma lo porta a elaborare nuove teorie,  più vicine a una fede medievale  e non in sintonia con il mondo clericale italiano che stava vivendo la sua migliore stagione “rinascimentale”. In breve, potremmo dire che Lutero  si riconosce di più in quanto affermato da San Paolo nella lettera ai Romani.

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«Tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, essendo giustificati gratuitamente per la Sua grazia, mediante la redenzione in Gesù Cristo, che Dio ha esposto per espiazione col Suo sangue mediante la fede» (da Romani 3,23-25). Proprio meditando su questo passo, Lutero  dopo lunga riflessione arriva a costruire la sua teoria: solo  Dio e, Lui solo, darà la grazia,  la salvezza, senza altra intermediazione.  L’uomo- dice il monaco tedesco – non può lusingare Dio con le “sue corte braccia”. Tra uomo e Dio, sempre secondo le riflessioni luterane, c’è un contatto diretto.

Ne consegue che il Papa non è infallibile e che i sacramenti  sono ridotti al Battesimo e all’ Eucarestia, gli unici secondo il  domenicano, a essere menzionati nella Bibbia.   Una vera e propria rivoluzione che scatena la reazione delle alte gerarchie di Roma. Nel 1521 Martin Lutero  è scomunicato  dalla Chiesa romana  a cui non piacciono i le sue 95 teorie. Il monaco tedesco  sottrae il credente dal vincolo col clero. Così non c’è più bisogno di indulgenze costose e il credente ha un contatto “diretto” con Dio. Dopo la scomunica Lutero abbandona la Chiesa. Oggi il Luteranesimo nel mondo è una delle grandi confessioni cristiane, con 70 milioni di fedeli  e 100 chiese nel mondo.

 

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