Mercato dell’arte: la sfida del web

UCIDProseguono le iniziative della sezione monzese dell’UCID, Unione Cristiana Imprenditori Dirigenti. Fondata nel 1973, la sezione di Monza e Brianza, di cui è presidente Aldo Fumagalli, “si propone – leggiamo sul sito – di porre al servizio della comunità l’esperienza, la conoscenza e la riflessione che derivano dalle attività imprenditoriali e professionali dei suoi soci, con lo scopo di favorire … la diffusione dei valori cristiani nell’impresa, nella famiglia e nella società”.

Con questo spirito l’UCID monzese invita periodicamente personalità del mondo economico, della cultura, del giornalismo, per offrire occasioni di approfondimento e confronto ai propri soci. Al centro delle proprie attività il tentativo di concretizzare le linee fondamentali della dottrina sociale della chiesa. Sono state parecchie le personalità che hanno animato le serate UCID: Indro Montanelli, Giulio Tremonti, Giulio Andreotti, Antonino Zichichi, Luigi Abete, Umberto Veronesi, Ersilio Tonini e anche il Cardinal Martini.

L’altra sera è stata l’Arte ad essere protagonista dell’incontro. Era presente Michele Subert, alla quinta generazione di una famiglia di mercanti d’arte e di antiquariato che, dopo essersi laureato in Lettere Classiche alla Statale di Milano, e a seguito di una brillante carriera,  è diventato vicepresidente dell’Associazione Antiquari di Milano.

Si è parlato d’arte, di collezionismo, del ruolo etico e religioso dell’arte e delle grandi potenzialità economiche del patrimonio artistico, spesso limitate da stringenti misure legislative che, anziché favorire la crescita e la divulgazione  culturale, si traducono in limiti ed ostacoli allo sviluppo e alla diffusione della “grande bellezza”.

UCID
Da sinistra: Arch Mide Osculati, Ing. Aldo Fumagalli, Presidente UCID, Sig.ra Maria Rovati, Dott. Michele Subert, Arch. Mario Cucinella, Cav. Lav. Prof. Luigi Rovati, Dott.ssa Forlanelli Giovanna, Arch. Giulia Floriani.

Subert ha fatto la panoramica delle principali linee normative italiane ed europee che regolano lo scambio e la circolazione delle opere d’arte. I parametri fondamentali sono la “soglia di valore” e “l’età”, parametri che determinano effetti giuridici e limitazioni alla circolazione delle opere d’arte. Infatti, per esportare o spedire opere che hanno oltre 50 anni, sia antiche sia d’arte contemporanea, serve un’autocertificazione. Ecco alcune soglie di valore:

– Dipinti 139.794,00 euro

– Sculture, libri, collezioni, mezzi di trasporto, altri oggetti e mobili  46.598,00 euro

– Acquerelli, guazzi e pastelli  27.959,00 euro

– Mosaici ,Disegni , incisioni, fotografie, carte geografiche stampate 13.979,00 euro

Riguardo al collezionismo aleggia come spada di Damocle la cosiddetta “notifica” (la dichiarazione di bene culturale di interesse pubblico da parte del Ministero che deprime il valore economico e rende difficile la vendita dell’opera). Malgrado le leggi Bottai del 1939, dal nome dell’allora Ministro dell’Educazione nazionale Giuseppe Bottai, siano state abrogate nel 2004 (in particolare, la n. 1089 sulla “tutela delle cose d’interesse artistico o storico”) le stesse continuano, come fantasmi, ad aleggiare sul mercato italiano dell’arte, contribuendo in modo sostanziale alla sua debolezza.

Inoltre, il mercato delle opere d’arte deve fare i conti con la grande sfida del web e della globalizzazione. “Pensate – ha concluso Subert – che uno studente liceale ha dato vita ad un algoritmo in grado di valutare opere d’arte di artisti noti e meno noti, metterle in rete attraverso una valutazione e offrire all’intero globo la possibilità di acquisto”. Si tratta di una  piattaforma web , all’interno della quale, superata una selezione, gli artisti emergenti potranno vendere le proprie opere ad un pubblico vasto come il mondo. Gli acquirenti potranno in questo modo trovare pezzi unici, certificati e autografati.

Un sistema che esalta il mercato, la trasparenza e mette a dura prova il sistema delle gallerie.

Fabrizio Annaro

 

 

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