Meryl Streep, l’anti-diva per eccellenza

di Claudio Pollastri

Forse non a torto è considerata la più grande attrice vivente. Nessuna ha collezionato tanti Oscar, Golden Globe, David di Donatello, Orso d’oro, British Academy Film Award e via dicendo, quanto lei. Parliamo di Meryl Streep, icona di bravura e professionalità, ma anche donna determinata, di grande personalità e fascino che, in  questa intervista ci ha raccontato qualcosa di lei.

Ha sentito parlare dell’Anno Santo della Misericordia? L’ho seguito con interesse soprattutto umanitario.

Condivide il messaggio di Papa Francesco? Un messaggio universale, che condividono tutti anche, e forse soprattutto, i non credenti.

Lei è misericordiosa sicut Pater? Sono agnostica dopo essere stata presbiteriana ma l’attenzione verso gli ultimi va oltre le religioni.

L’altruismo è un valore universale? L’ho sempre condiviso e ho cercato di trasmetterlo ai miei quattro figli.

Un altro valore insegnato ai suoi figli? L’onestà con se stessi. Il resto viene da sè.

Una mamma da Oscar? Oh my God no, non sono così perfetta come potrei sembrare.

Nessuno è perfetto! Questo è un aspetto che mi piace degli italiani: la comprensione, il fatto di non giudicare.

Beh, sul fatto di non giudicare forse noi esageriamo. Voi esagerate anche nell’arte, nella cucina, nella qualità della vita.

Innamorata del nostro Paese? Tutti vorrebbero essere un po’ italiani, io in particolare.

Lei è già stata alla Festa del cinema? Ho ricevuto il Marc’Aurelio d’oro alla carriera nel 2009.

Torna spesso a Roma? Appena posso. Roma è un museo a cielo aperto.

Certi apprezzamenti a noi sembrano stonati? Questo è anche il Paese della lirica.

A proposito, nel film Florence Foster Jenkins che presenta qui a Roma, interpreta la cantante lirica più stonata della storia. Una storia triste e romantica allo stesso tempo.

Una storia di coraggio? Una ricca signora stonatissima che vuole cantare l’opera.

Il messaggio è che i soldi possono tutto? C’è anche un messaggio positivo.

Quale? Per amore il marito l’aiuta e nega anche la realtà.

Le piace la lirica? L’ho studiata da adolescente. Avevo una voce discreta.

Poi, l’ha abbandonata? No, anzi. Mi ha tenuto compagnia nei momenti più difficili.

Me ne può dire uno? Nel 1978 quando morì per un tumore il mio fidanzato, il produttore John Cazale.

Chi avrebbe voluto essere tra le cantanti liriche? Maria Callas.

Perché proprio la Callas? E’ l’icona della forza di volontà.

Lo è diventata anche lei a Hollywood. Ho aperto la strada alle attrici ultraquarantenni.

Erano disoccupate? Venivano contattate dopo i cinquanta per i soliti ruoli.

Combattiva anche fuori dal set? Mi sono sempre battuta contro i soprusi.

L’ha dimostrato anche in politica? Non ho mai nascosto le mie idee.

Anche nell’ultima campagna presidenziale. Oh mamma mia!

Un altro suo film di successo? Un’esclamazione italiana che mi piace usare quando sono sconvolta.

 

 

 

 

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