Mi chiamo Ugo

Mi chiamo UgoMonza è la città in cui ha scelto di vivere da quindici anni, gli piacciono le sue strade e ne apprezza particolarmente il Parco, ma preferisce trascorrere le sue notti all’Arengario, dove sistema i suoi cartoni, prima di dormire, per proteggersi dal freddo: Ugo, infatti, è un clochard, uno dei pochi senzatetto fissi che ci sono in città. Poco più che sessantenne, appassionato di lettura e benvoluto da tutti, guadagna qualche soldo raccontando a quei passanti che la vogliano ascoltare la storia dei loro nomi di battesimo; è un uomo colto ed ironico, nella sua vita precedente è stato un professionista e nasconde un passato che non ha voglia di ricordare. Malgrado conduca una vita difficile, non ha perso il rispetto per se stesso e la dignità, cerca di prendersi cura del suo aspetto, per quanto possibile, ed è, tutto sommato, un uomo sereno.

Dunque, chi poteva avere dei motivi per tentare di dargli fuoco in piena notte, per fortuna senza riuscire a ferirlo seriamente?

È quello che cerca di scoprire i commissario Munafò, ufficiale di polizia intelligente e sensibile che dimostra grande stima nei confronti del protagonista, ma non solo, Ugo stesso inizia ad indagare, in modo improvvisato e un po’ rocambolesco, su ciò che è capitato a lui e su quello che sta avvenendo in città, fornendo un contributo alle indagini ufficiali.

E intanto, senza che l’uomo se ne accorga, l’episodio appena avvenuto sta cambiando il corso della sua vita, facendogli imboccare una strada che può portarlo verso la rinascita…

Massimo BertarelliMassimo Bertarelli, milanese di nascita ma residente a Monza da molti anni, nel suo secondo romanzo ha dato vita ad un personaggio profondamente umano; attraverso il suo sguardo l’autore ci mostra il mondo degli ultimi, di quelli che hanno rinunciato a combattere per scelta, ma racconta anche di quelli che sono sfruttati e ridotti in schiavitù dalla malavita organizzata, che approfitta delle loro condizioni per trarne guadagno.

Inoltre, ci descrive la città di Monza osservata e vissuta con lentezza, con i tempi di chi, come Ugo, non ha impegni e appuntamenti da onorare, assaporata in tutta la sua bellezza e descritta con particolari artistici e storici, quelli che, nella fretta della routine quotidiana, non riusciamo ad apprezzare in pieno.

Un romanzo godibile, nel quale lo scrittore tratteggia i personaggi senza alcun pregiudizio, realizzando un carosello di umanità che ruota intorno ad Ugo, protagonista indiscusso che lascia un segno nel lettore, e che speriamo di incontrare ancora in un prossimo romanzo.

Valeria Savio

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