Migranti: la chiesa di Monza prende posizione

“Non è giusto e non è saggio usare i migranti come capro espiatorio per tutti mali”.

La chiesa di Monza si è espressa sul tema dell’immigrazione. Lo ha fatto rivolgendosi ai fedeli durante le S. Messe di ieri, domenica 17 febbraio. In tutte le chiese di Monza è stato letto un documento che pubblichiamo interamente.

Ecco il testo:

Provocati dal Vangelo di questa domenica che ci ha parlato di “beatitudine” per chi confida nel Signore e di “guai” per “chi confida in se stesso, allontanando il proprio cuore dal Signore” e di fronte al succedersi degli eventi di quest’ultimo  periodo, il Consiglio Pastorale Decanale ed i preti del nostro Decanato avvertono l’urgenza di rivolgere ancora una volta l’invito a “restare umani” ed a vivere scegliendo “prima le persone”.

Solo così diventeremo costruttori di vita buona, edificando, “in nome della fratellanza umana, la civiltà dell’Amore”.

Solo così sapremo riconoscere lucidamente e serenamente che anche noi cristiani stiamo trascurando valori come: 

  •  l’amore alla vita;
  •  la passione educativa;
  •  il desiderio di generare figli;
  •  la famiglia fondata sul sacramento del matrimonio;
  •  la sobrietà nello stile di vita per condividere con chi è nel bisogno;
  •  la vicinanza per sostenere la solitudine soprattutto degli anziani;
  •  la genialità nel mettere insieme le ricchezze materiali ed intellettuali per creare posti di lavoro e dare più stabilità alla vita di tutti.

Il cappellano del nostro carcere continua a ricordarci che nei dieci anni del suo servizio in carcere “nella nostra Brianza, ricca e religiosa, ha incontrato tredici delitti di famiglia e che, in questi ultimi tempi, sono aumentati i casi di papà e mamma, costretti a denunciare i propri figli per violenze in casa”.

Non è giusto e non è saggio usare i migranti come capro espiatorio per tutti mali.

E’ cristiano vedere anche nei migranti, che vengono tra noi, esseri umani: bambini, giovani, donne e uomini che se accolti, con intelligenza e genialità creativa, diventano una risorsa, di cui, tra l’altro, abbiamo ed avremo sempre più bisogno.

Auspichiamo anche che tutti i cittadini, in  particolar modo i cristiani, attraverso l’esperienza di un cristianesimo vissuto, maturino un giudizio, non determinato da emotività e slogans, ma dalla fede che genera comunità cristiane capaci di testimoniare una direzione diversa e di operare nel tessuto sociale.

Facciamo sentire la nostra voce di cristiani presenti in questo territorio, per ottenere leggi che, unendo accoglienza e legalità, permettano di governare il fenomeno migratorio garantendo inclusione, coesione sociale e sicurezza per tutti.

Il Beato Luigi Talamoni, patrono della nostra provincia di Monza e Brianza, che in tempi non più facili dei nostri, ha alzato la sua voce profetica di cristiano per edificare un mondo più giusto e bello, ci sostenga e ci illumini nella nostra gioiosa e pacifica testimonianza del Vangelo.

 

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