Il misterioso fascino dei neuroni

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neuroniIl nostro cervello contiene 100 miliardi di cellule nervose o neuroni, lo stesso numero delle galassie che compongono l’intero Universo. Fino a non molto tempo fa sono stati considerati cellule perenni, incapaci di dividersi e rinnovarsi e ritenute insostituibili in caso di morte cellulare, a differenza delle cellule degli altri tessuti che vengono rimpiazzate continuamente. Oggi alcuni di questi assunti si sono rivelati non veri. Per esempio i neuroni adulti sono in grado di cambiare dimensioni; in particolare con la RM funzionale è stato osservato un accrescimento dei neuroni della corteccia cerebrale con modificazioni riguardanti le ramificazioni chiamate dendriti (simili ai rami di un fitto albero) il cui ruolo è quello di ricevere e trasmettere informazioni tra cellule vicine. Si pensa che questo aumento dimensionale dipenda dal loro utilizzo, nel senso che più le cellule sono attive maggiore è la probabilità che accrescano le loro arborizzazioni e quindi le loro dimensioni. Inoltre si è scoperto che i neuroni umani sono in grado di dividersi e moltiplicarsi e una volta trapiantati nel topo sono stati in grado di generare nuovo tessuto nervoso perfettamente integrato con quello del topo. Nei mammiferi, uomo compreso, esistono alcune regioni cerebrali in cui sono state trovate cellule staminali: Il bulbo olfattivo dove si decodificano i diversi odori che percepiamo e l’ippocampo snodo essenziale per i processi di apprendimento e di memoria. Mediante segnali biochimici adeguati le cellule staminali neurali possono differenziarsi e moltiplicarsi formando nuovi neuroni migrando nelle zone dove è necessaria operare una micro-riparazione.
cellule neurali
I neuroni possiedono la capacità di guardarsi e di influenzarsi a vicenda anche in specie differenti. È il caso dei neuroni a specchio scoperti nei primi anni 90 da Giacomo Rizzolatti a Parma, prima nei macachi e dopo anche nell’uomo che possiedono la capacità di attivarsi non solo quando un soggetto compie un’azione (afferrare un oggetto), ma anche quando osserva un altro soggetto compiere la stessa azione. Il sistema dei neuroni a specchio trasforma gli stimoli sensoriali che riceviamo in programmi motori e grazie a queste strutture percepiamo un’azione osservata come se fossimo noi a compierla. Si è scoperto che questi neuroni si attivano anche con l’ascolto di suoni o parole e che sono importanti nella genesi dell’empatia. Si ipotizza che un malfunzionamento di questo sistema di neuroni possa contribuire alla genesi dell’autismo infantile.

Roberto Dominici

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