Monza: quattro associazioni unite per aiutare il popolo siriano

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monza-per-la-siria-pubblicoÈ stato presentato il progetto “Monza per la Siria”. Nel corso della conferenza stampa svoltasi all’Urban Center a Monza sono intervenute le quattro associazioni promotrici: Croce Rossa Italiana Comitato Locale di Monza,  Insieme si può fare Onlus,  Extreme Life Onlus e Unicef Comitato Provinciale di Monza e Brianza.
Obiettivo della collaborazione è tenere alta l’attenzione dell’opinione pubblica locale sulla crisi umanitaria che sta attraversando il popolo siriano afflitto dalla guerra civile. In particolare hanno deciso di coordinare le loro attività di informazione verso la popolazione monzese e il mondo del volontariato prevedendo una serie di attività durante il 2014.

L’impegno delle quattro associazioni è forte, ognuna a suo modo si sta adoperando con passione per aiutare un paese da ben tre anni in guerra con oltre 140 mila morti e più di 9 milioni di persone che hanno bisogno di assistenza umanitaria: quasi 7 milioni hanno dovuto abbandonare le proprie case e 2,5 milioni sono profughi al di fuori della Siria (fonte: ECHO – European Commission Humanitarian Office). Un conflitto fra l’altro di cui non si vede ancora la fine.
monza-per-la-siria-relatoriDurante la presentazione, moderata dal giornalista Claudio Pollastri, è stato presentato il logo ufficiale del progetto “Monza per la Siria”, ideato gratuitamente dalla grafica Nicole Curti: “Ho disegnato un bambino che abbraccia il mondo, evidenziando in rosso il territorio siriano, proprio per sottolineare la grave situazione che sta vivendo quel popolo e l’attenzione che le associazioni con il loro operato stanno rivolgendo a quella terra e in particolar modo alle generazioni più giovani”.

Il comitato locale di Monza della Croce Rossa Italiana il 15 maggio presso la Biblioteca San Gerardo a Monza inaugurerà una mostra fotografica “Shots on Syria”: saranno esposti 100 scatti di Ibrahim Malla, siriano, fotografo ufficiale della Federazione Internazionale della Croce e Mezzaluna Rossa. «L’esposizione sarà molto suggestiva: nelle fotografie sono stati immortalati volontari durante le loro attività in zone di guerra» spiega Daniela Bramati, delegata del Commissario CRI per la comunicazione.

La mostra sarà anche l’occasione di presentare anche il progetto Restoring Family Links per favorire le famiglie di migranti e profughi a ricongiungersi, e la collaborazione con Avvocato di Strada Onlus, per l’assistenza alla richiesta di asilo e protezione sussidiaria.

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i rappresentanti delle associazioni

Insieme si può fare Onlus non ha ancora festeggiato il suo primo mese di vita, ma ha già raggiunto quota 10 container di materiali di aiuti inviati direttamente in Siria. Il tutto è partito solo un anno fa con il primo viaggio “Pasqua in Siria” del presidente Lorenzo Locati e da allora grazie alla semplice regola “raccogliere-spedire-distribuire” il gruppo è cresciuto fino a diventare una onlus. Anche quest’anno Locati ha passato la Pasqua in Siria, accompagnato da Salvatore Di Vinti, dove hanno consegnato all’orfanotrofio e alla scuola di Azaz tre quintali di materiale scolastico.

«L’istruzione è fondamentale – sottolinea Locati -. Il binomio ignoranza violenza potrà generare solo delle persone facili prede di sfruttatori. Ora abbiamo attivi quattro macro-progetti: oltre ad aiutare la popolazione rimasta in Siria (negli aspetti legati all’istruzione, al sostegno sanitario e all’alimentazione), stiamo dando sostegno a chi da mesi si occupa dell’accoglienza dei profughi in transito verso il nord Europa e che sostano nei centri di accoglienza milanesi».

Aiuti concreti alla popolazione siriana arrivano anche da Extreme Life. La Onlus si occupa di cooperazione e sviluppo internazionale, operando in particolare nelle aree colpite da guerre, calamità naturali e povertà. «Ci battiamo a favore della tutela dei diritti civili e inalienabili degli essere umani» – ha sottolineato Filomena Nuzzolese tesoriere dell’associazione, che aggiunge: «Sulla Siria siamo attivi con il progetto “Rising Hope”, inaugurato nel 2013 iniziato con un viaggio umanitario durante il quale è stato distribuito cibo, medicinali ed aiuti in generale nella zona di Aleppo». Successivamente Extreme Life ha attivato una rete di collaborazione a livello nazionale per la raccolta di beni di prima necessità (latte in polvere, riso) e vestiario, distribuiti nei campi profughi ai confini con la Siria, mediante collaboratori volontari in loco.

Unicef è presente in Siria con ben 90 volontari e il Comitato Provinciale di Monza e Brianza, nato un anno e mezzo fa, ha lanciato subito progetti costruttivi: «Per il secondo anno si sta svolgendo un torneo di calcio a sette over 36 presso il centro sportivo “La Dominante”. Le partite sono in corso e le finali si terranno il 15 giugno – spiega la presidente Anna Miccoli -. Inoltre è già in programma per il 31 maggio una piacevole camminata “Fra fate e gnomi” nel parco di Monza per raccogliere fondi a favore dei bambini della Siria. Alla fine del percorso di soli tre chilometri sarà possibile costruire un coloratissimo aquilone».

La Presidente ha ribadito che i bambini della Siria rischiano di diventare una “Generazione perduta” dal punto di vista dell’istruzione, perché sono loro che stanno pagando il prezzo più alto; quindi UNICEF sostiene anche la Campagna “No Lost Generation” non possiamo stare fermi e guardare una generazione scomparire di fronte a noi.

Le associazioni sono tutte concordi sul fatto che i monzesi sono sensibili e in molte occasioni l’hanno già dimostrato, ma l’attenzione al conflitto siriano ha bisogno di rimanere alta. Il progetto “Monza per la Siria”, partito a gennaio, ha ottenuto nel mese di aprile il patrocinio dal comune di Monza ed è proprio all’amministrazione che viene rivolto l’appello finale: «Speriamo di poter organizzare, così come già avvenuto in altre città, il “Red Alert” – spiega il portavoce del progetto, David Savoca – ovvero “accendere” una luce rossa su un monumento di Monza al fine di sensibilizzare tutti i cittadini e ricordare alle autorità l’emergenza umanitaria della Siria».

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