Morricone torna a comporre musica western e lo fa per Tarantino

di Mattia Gelosa

Morricone, che ha contribuito a rendere grande il cinema di Sergio Leone, torna a comporre una musica western e lo fa per Quentin Tarantino, proprio colui che ha citato più volte nei suoi film il grande Sergio: quasi un cerchio che si chiude.

La stima tra il musicista e il regista è di lunga durata ed è iniziata proprio quando Tarantino inserì nelle sue colonne sonore omaggi o estratti dei lavori dell’italiano: ne abbiamo in Kill Bill 1&2 (2003 e 2004), Grindhouse (2007), Bastardi senza gloria (2009) e Django Unchained (2012), quest’ultimo contenente il brano inedito Ancora qui, cantato da Elisa su musiche appunto di Morricone.

Uno dei punti di forza delle pellicole dell’americano è proprio la perfetta scelta dei temi e la perfetta fusione di colonna sonora e immagini, dunque come poteva un artista di così ampia cultura e sensibilità musicali non selezionare le partiture del nostro connazionale?

Per ricordare brevemente i suoi lavori più famosi basta citare il tema a chitarra e voce che fischia di Per un pugno di dollari o la struggente e malinconica melodia de C’era una volta il west.

Morricone è anche arrangiatore ardito, che mixa strumenti a schiocchi di frusta, spari o addirittura a coyote che latrano, come fece per Il buono il brutto e il cattivo.

Su questo nuovo tipo di musiche e orchestrazioni, che hanno rivoluzionato il genere del western e non solo, si basano le produzioni per i cosiddetti film di genere, che vanno appunto dallo spaghetti western all’horror (collaborò con Dario Argento, Aldo Lado e Lucio Fulci) fino addirittura a collaborare con De Palma, Almodovar e Polanski.

Dopo Leone, però, il sodalizio più fruttuoso è quello con Giuseppe Tornatore, iniziato con Nuovo cinema paradiso, per le cui musiche vinse molti premi, e continuata con lavori come La leggenda del pianista sull’oceano, per cui ottiene un Golden Globe, o i più recenti La sconosciuta e La miglior offerta.

La notizia di una nuova composizione inedita non deve tanto stupire, perchè Morricone, nonostante i suoi 87 anni, è ancora attivo tra lavoro e tournéè e non sembra intenzionato al ritiro. La vera novità, invece, è proprio un ritorno a quel genere che l’aveva reso famoso in così poco tempo e che era stato il suo primo banco di prova come musicista per il cinema.

The Hateful Eight, questo il titolo del film di Tarantino, acquista così un nuovo, validissimo motivo per essere assolutamente da vedere.

 


La storica scena del Triello da Il buono, il brutto e il cattivo (1963)

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