Muhammad Yunus, il banchiere dei poveri

di Fedra Furini

In Bangladesh, dopo la terribile carestia del 1974, l’economista e banchiere Muhammad Yunus (premio Nobel per la pace nel 2006), diede vita al microcredito per promuovere piccole attività imprenditoriali di persone povere che non avrebbero ottenuto finanziamenti dalle banche. Fu un grande successo e la Grameen Bank (banca del villaggio) col passare del tempo è diventata una banca di importanza nazionale. L’azionariato della banca è per il 96% delle donne mutuatarie , il rimanente 4% è dello stato.

Nel forum mondiale delle imprese sociali tenutosi a Milano nel giugno 2015, in un’intervista rilasciata a Luca Mattiucci del Corriere della sera, Yunus affermò: “ Il microcredito aiuta 170 milioni di donne… La struttura capitalistica dell’economia è progettata, al contrario, per continuare ad allargare la forbice tra ricchi e poveri. Ci si deve allontanare da un’impresa che mira solo al profitto personale e dare il via a un business sociale che non preveda dividendi…Con gli organizzatori stiamo lavorando per un mondo a tre zeri: zero povertà, zero disoccupazione, zero emissione di carbonio. Si può fare se ci muoviamo fuori dall’attuale pensiero economico.

Il microcredito produttivo è un moltiplicatore di lavoro: 100 utilizzatori di microcredito finalizzato all’attività lavorativa, producono occupazione, oltre che per loro stessi , anche per altre 143 persone.

Nel 2005 Kofi Annan rivolse ai paesi membri delle Nazioni Unite, un appello: “ Usate il microcredito come lotta alla povertà”.

Oggi si può affermare che il microcredito si è diffuso in tutto il mondo. In Italia, nel 2012, il microcredito ha effettuato 7.000 erogazioni per un totale di 63 milioni di euro. Dopo il terremoto in Abruzzo e in Emilia Romagna, il ricorso al microcredito di piccoli commercianti ed artigiani, che non avrebbero avuto accesso a prestiti bancari, ha permesso la ricostruzione del tessuto economico e sociale di quelle terre. Le statistiche dell’Ente nazionale per il microcredito dimostrano che  l’aumento di domande di microcredito in Italia è cresciuto negli anni in modo esponenziale.

Tanti dei progetti di microcredito si rivolgono ai giovani startupper, alle donne imprenditrici e a chi ha perso il lavoro. Chi ha idee, oltre che volontà e passione, ha il diritto di poterle realizzare.