Museo, arma di cultura attiva

ucid01Serata davvero particolare, quella di lunedì 21 scorso organizzata a Monza da UCID (Unione Cristiana Imprenditori e Dirigenti),  presso la bella location del St. George Premier all’interno del parco di Monza. Ospite d’eccezione James Bradburne che è, da poco più di un anno e a seguito di un concorso internazionale indetto dal Ministero dei beni culturali,  direttore generale della Pinacoteca di Brera e della Biblioteca Nazionale Braidense. Bradburne, prima di sbarcare a Milano, ha diretto, a vario titolo, diverse strutture museali  prima ad  Amsterdam , poi a Francoforte,  nel Regno Unito e, dal 2006 al 2015, a Firenze  come direttore generale della Fondazione Palazzo Strozzi.

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Giulio Fumagalli Romano introduce la serata con Mr. Bradburne

Introdotto da Giulio Fumagalli Romano, che ha sostituito il presidente Aldo Fumagalli assente per impegni, Bradburne ci racconta il suo punto di vista sul ruolo del museo nel futuro partendo dal concetto che non è il numero dei visitatori la chiave di lettura del successo di un museo, ma  la qualità del coinvolgimento. “Ora si stanno facendo solo mostre contemporanee – afferma- ma la vera sfida è concentrare l’attenzione sulle opere presenti. Lo scopo è quello di incoraggiare ad osservare a lungo un’opera e creare un contesto nel quale vedere di più”.

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Mr. James Bradburne – direttore Museo Brera di Milano

Secondo lui il passaggio radicale è la valorizzazione,  che non è un progetto di monetizzazione, ma il centro del loro lavoro. Prima della riforma Franceschini i musei italiani non avevano identità, non esistevano, non avevano un bilancio. Brera è stato il primo museo ad ottenere un mutuo bancario, quindi soldi da destinare a progetti per il museo.

Bradburne è convinto che l’ascolto sia la chiave per la rinascita e questo ascolto deve partire dalle figure apparentemente più marginali come i custodi, che riservano spesso grandi sorprese. “A Brera ci sono più dottorati fra i custodi che fra i funzionari esperti d’arte. E’ da loro che sono partito per capire le esigenze, le problematicità , le  mancanze”. E prosegue: “La missione è quella di rimettere Brera nel cuore della sua città, perché Brera vive nel cuore dei milanesi. Per farlo è necessario riqualificare tutte le aree di Brera. Abbiamo cominciato dal cortile dove abbiamo messo le panchine. Prima c’erano gli studenti sdraiati per terra. Non ci voleva molto, bastava pensare che è necessario rimettere il fruitore al centro del nostro progetto, perché un museo è un arma di cultura attiva, è un luogo di emozione”.

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Mr. Bradburne con Laura Fumagalli

Non manca di citare Franco Russoli, ex direttore di Brera e autore del progetto “La grande Brera” che lui si augura di riuscire a realizzare in pieno. 

“Il progetto, – spiega Bradburne- che è stato avviato con Perugino e Raffaello, con la sala del Mantegna e con quella del Caravaggio (che è collocato insieme ad altri pezzi attribuiti a lui o a copie dei suoi quadri), è quello di riallestire tutte le 38 sale  del museo nei prossimi 18 mesi.  Un progetto ambizioso che comprende il rilancio della Biblioteca Braidense con la sua straordinaria raccolta, del “museo visibile”, dove si mostrerà il laboratorio di restauro e i due depositi che saranno aperti al pubblico su richiesta. Un progetto che non si dimentica delle famiglie e dei bambini, per cui si provvederà anche alla riscrittura delle didascalie in modo da renderle  più adatte al pubblico.

In buona sostanza un progetto complesso e articolato che ha anche bisogno di sostegno economico, sostegno per il quale Mr. Bradburne sembra piuttosto ottimista.

A chiudere la serata, alcune domande e curiosità da parte dei presenti, perché ,si sa, il  tema dell’arte e della sua bellezza sta a cuore a molti.

Daniela Zanuso

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