Musicraiser festival al Carroponte: #saràbellissimo

musicraiserLa prima edizione del Musicraiser Festival è alle porte: sabato 29 agosto, al Carroponte di Sesto San Giovanni si festeggeranno i primi due anni di attività di Musicraiser. Sul palco,  salirà un cast davvero unico: gli opening act saranno nomi nuovi del cantautorato come Giuliano Dottori e Massaroni Pianoforti, un changeover guest del calibro di E-Green, volto esordiente del mondo rapper italiano, e infine gli headliner composti dai Marlene Kuntz, i Marta sui Tubi e i Post-CSI. #saràbellissimo, celebra l’hashtag dell’iniziativa: un evento ispirato alla piattaforma musicale di raccolta fondi Musicraiser, che consente ad artisti esordienti e non di trovare gli sponsor, in questo caso i fans, necessari per realizzare un’idea o un progetto sempre a carattere musicale. Dal 2012, Giovanni Gulino, cantautore dei Marta sui Tubi e la sua compagna Tania Varuni, nota deejay, portano avanti questo ideale: rompere tutte quelle barriere che si interpongo tra artista e fans, permettendo al musicista di comprendere che la propria riuscita è dettata soprattutto dal volere del pubblico e dalla capacità di coinvolgerlo. È noto che la scelta di intraprendere una carriera nel mondo musicale risulta essere difficile, e che si riesce a sfondare solo se si inciampia nel cosiddetto colpo di fortuna. Nella maggior parte dei casi, non rimane che andare avanti intraprendendo un percorso più rettilineo, e raggiungere giorno dopo giorno i propri obiettivi. Questo è ciò che Musicraiser consente di fare: tramite delle campagne di crowdfunding, si possono raccogliere i fondi per rendere vero il proprio progetto, come registrare un nuovo album o sponsorizzare un festival, mantenendo come unici protagonisti artisti e pubblico. Nel 2012 Musicraiser si proponeva come piattaforma di crowdfunding, ma ora l’offerta si è espansa con i servizi di Special Ticket e Album Pre-Order e di Wishow. Un esempio? Se desideri andare al Musicraiser Festival puoi comperare online (clicca qui) il biglietto semplice a 15 euro, ma con qualche euro in più puoi scegliere se avere la maglietta o l’album degli artisti. Quando si afferma che Musicraiser è soprattutto coinvolgimento, si fa riferimento al fatto che ci sono gruppi musicali che vengono a suonare a casa tua o che ti recapitano personalmente l’album che acquisti. Insomma, la sponsorizzazione di un progetto può trasformarsi in una nuova avventura o in una nascita di una nuova amicizia. Nel giro di due anni, Musicraiser ha finanziato oltre 500 progetti: abbiamo fatto una chiacchierata con Giovanni Gulino, riguardo a tutto ciò.

Come è nata l’idea di fondare una piattaforma di crowfunding?

L’idea di dare vita a Musicraiser è nata molti anni fa, quando la mia compagna e io osservavamo le piattaforme estere, che erano già in grado di offrire un mezzo alternativo alla filiera discografica tradizionale. Ci piaceva il pensiero di dare possibilità all’artista di comunicare direttamente con il fan, permettendogli di coinvolgerlo attraverso campagne di crowdfunding o di preorder di un album, e andando a eliminare tutto quello che solitamente si interpone tra queste due figure. Da qui la decisione concreta presa nel 2012, quando abbiamo lanciato questo sito: inizialmente, Musicraiser consisteva in una piattaforma molto basica, in cui era previsto solo il servizio di crowdfunding. Quasi immediatamente abbiamo ottenuto dei risultati, grazie alla fiducia dataci da molti artisti, che con Musicraiser sono riusciti a trovare i finanziamenti necessari alla realizzazione del loro album, evitando di addossarsi gli enormi costi che comporta un’ipotetica casa discografica.

Quale opportunità offre Musicraiser nel contesto attuale?

Musicraiser si è inserito in un contesto in cui l’attività del musicista è notevolmente penalizzata rispetto al passato: si vendono sempre meno dischi, si scarica meno e si ascolta tutto in streaming, ne consegue che l’artista guadagna veramente poco. Per questo motivo, serve uno strumento che gli permetta di proseguire la propria carriera e Musicraiser risponde a questo bisogno oggettivo, ovvero trovare i fondi necessari per registrare i propri pezzi. E mi sembra che stia funzionando! Nel giro di questi tre anni Musicraiser si è ingradito: offriamo anche il servizio di ticketing, che consiste nella vendita diretta ai fans dei biglietti degli spettacoli insieme ad articoli esclusivi, ad esempio un biglietto firmato, o una cena insieme agli artisti. Oltre a questo consentiamo un servizio di preorder degli album per degli artisti non emergenti, che abbiano già una fanbase consolidata.

Agli artisti viene fornito anche un servizio di ufficio stampa?

Il tutto viene gestito dall’ufficio stampa interno di Musicraiser, che si adopera a pubblicizzare le campagne che stanno andando meglio. Solitamente tutte le raccolte che raggiungono l’obiettivo al 100% arrivano poi al 125%, in modo che l’artista possa avere qualche soldo in più. Questo diventa anche un buon biglietto da visita, soprattutto in campagna promozionale. Nei peggiori dei casi, l’artista si trova il numero di fan raddoppiati su Facebook.

Parlando in numeri, quanti sono i raisers attuali?

Nel giro di questi tre anni abbiamo sfiorato i 70000 contribuenti, coloro che comunemente chiamiamo raisers!

Cosa deve proporre un’artista per poter aderire alla piattaforma?

Qualsiasi tipo di progetto: un album, un concerto, una colonna sonora, un’applicazione musicale. A noi non interessa tanto il progetto, quanto chi ci sta dietro: una persona animata da passione, e da serietà. Non pubblichiamo tutte le idee che ci vengono proposte; in realtà meno della metà saranno poi online, proprio perché siamo molto scrupolosi nella selezione. Non ci va di perdere tempo con gente che ci scrive solo per provarci, senza sapere quale obiettivo vuole raggiungere. Abbiamo bisogno di persone serie e motivate.

MUSICRAISER

Come fate a capire chi vi trovate davanti?

Lo capiamo immediatamente, anche dal messaggio che accompagna il progetto. È nostra consuetudine prendere contatti con gli artisti, e se ci convince.. siamo noi molto spesso a correggere il tiro, magari qualcuno spara troppo alto o non valuta alcuni aspetti. Cerchiamo di arrivare a pubblicare il progetto con una certa coerenza, per avere una campagna il più efficace possibile.

Il progetto più originale o più assurdo che vi hanno proposto?

Quelli più assurdi li scartiamo, perché tendiamo ad assecondare proposte più concrete. Uno tra i progetti più originali è stato sicuramente quello di Alessio Bertallot, che è riuscito a finanziare interamente la realizzazione della propria radio con Musicraiser. Poter realizzare una radio da zero, è per noi un motivo d’orgoglio grandissimo.

Attualmente qual è la percentuali di progetti finanziati?

Attualmente più del 70% dei progetti che pubblichiamo viene finanziato. Se non si riesce a raggiungere l’obiettivo fissato, i soldi versati vengono completamente restituiti ai contribuenti.

Secondo te questo nuovo strumento, quale è il crowdfunding, comporta anche una responsabilizzazione del fan?

Assolutamente sì: indipendentemente dal crowdfunding il fan è l’unica figura in grado di determinare o meno il successo di un artista. Con questo nuovo metodo è certamente accentuato, nel senso che quando uno contribuisce a un progetto di crowdfunding è come se mettesse 1000 likes su una pagina Facebook. La forza di quel like è più potente di uno qualsiasi: è il fan che ti sta comunicando qualcosa di importante: “ok, caro artista, ti supporto e desidero che tu mi consideri nella cerchia più stretta del tuo pubblico, non sono come tutti gli altri, sono un super fan, che ascolta la tua musica e acquista il nuovo album così alla cieca, perché credo in te”, questo secondo me è veramente un bel messaggio.

Cosa pensi di Rockin’ 1000?

È stata un’iniziativa molto interessante: anche loro hanno utilizzato il crowdfunding per sponsorizzare l’evento. È in perfetta linea con la mia idea di “creare insieme qualcosa”; sono riusciti a mettere insieme così tanti giovani musicisti riuscendo ad attirare l’attenzione dei Foo Fighters, con grande coraggio.. sono molto contento per loro!

Qualche anticipazione sul Musicraiser Festival?

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Il nostro hastag è #saràbellissimo e questo lascia intuire che sarà una grande festa! È la prima volta che organizziamo questo evento così in grande, per questo abbiamo formato un cast stellare: abbiamo unito nomi importanti del rock italiano come i Post-CSI e i Marlene Kuntz, ad alcuni dei talenti nuovi del cantautorato ossia Giuliano Dottori e Massaroni Pianoforti; in più abbiamo inserito anche un giovane del mondo rapper quale E-green. È un cast degno di nota, ma ciò che desideriamo più di tutto è che non sia un festival come tanti altri, ma un’esperienza unica: insieme all’acquisto del biglietto abbiamo dato la possibilità di prenotare la cena con gli artisti per un numero ridotto di persone, e nostra intenzione è mantenere lo spirito di Musicraiser anche sul palco.

Chiara De Carli

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