Nasce il 45 giri: tutta colpa di un brevetto mancato

45 giridi Daniela Zanuso

Qualcuno lo ha definito un buco con due canzoni intorno.

Maneggevole ed economico, di materiale infrangibile anche se delicato, il 45 giri nasce a causa di un’accanita competizione tra le due americane  Columbia Records e  RCA (Radio Corporation of America), che cercano in tutti i modi di accaparrarsi consistenti quote di mercato.La Columbia nel 1948 annuncia la nascita del 33 giri, che affianca e supera per qualità e fruibilità il già affermato 78 giri, allora unico modo di ascoltare la musica su disco.

Il Long Playing entra così a pieno merito nel nuovo modo di ascoltare la musica, con apparecchi elettrici, puntine adatte e casse acustiche che contribuiscono a migliorare la qualità del suono. La Columbia che, con l’uscita del 33  gode di uno strepitoso successo, dimentica però un fatto fondamentale per la tutela della sua invenzione:  il brevetto.

Alla RCA qualcuno ha un’intuizione: non farsi scappare l’occasione e sfruttare la “svista” utilizzando l’idea del microsolco attraverso un nuovo formato che possa essere concorrenziale al 33 giri.

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Modello di mangiadischi portatile

Viene così alla luce  il 45 giri che deve il suo grande successo soprattutto al fortunato momento della sua nascita: era il 1949 e l’avvento del Rock and Roll cambierà per sempre la storia della musica.

Saranno anni di grandi successi, tempi in cui canzoni come “Rock around the clock” di Bill Haley & His Comets, “Diana” di Paul Anka , “Hound dog”  di Elvis Presley,  faranno la fortuna della case discografiche e svetteranno in cima alle classifiche  dove sono, ancor oggi, regine incontrastate delle vendite di “singoli”.

In pochi anni diventa il simbolo di un’epoca e di un modo di godere la musica, quella leggera soprattutto, che viveva di momenti brevi legati ai fugaci successi di un’estate,  di un festival, di un nuovo ballo.

Ne sono stati venduti centinaia di  milioni di copie e nelle classifiche ufficiali di vendita gli italiani in vetta sono Tony Renis con “Quando quando quando” e Domenico Modugno con “Nel blu dipinto di blu”.

In Italia i singoli vinilici venivano distribuiti anche nell’edizione per juke box  riservata esclusivamente ai gestori di bar che lo avevano installato  nel proprio esercizio.

 

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