Natale 2020

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di Davide Villa

Assenza /as·sèn·za/ sostantivo femminile
1. Mancata presenza o lontananza da un luogo in cui uno dovrebbe trovarsi o si trova abitualmente: tornò dopo una lunga a.; fare parecchie a.; registro delle a.; vorrei che in mia a. non si verificassero episodi spiacevoli; a. ingiustificata, dalla scuola o dal lavoro.

Ecco la vera parola del 2020.
Ecco la protagonista delle feste.
Ecco come descrivere il Natale.

ASSENTE.
Assenti le feste, i pranzi, le cene, gli abbracci, le luci, le regalie…Questo andiamo ripetendo da settimane.
Il Natale 2020 non ci sarà.
Sarà ASSENTE.

Io vi invito a leggere la definizione di assenza, concentriamoci sulle prime righe.
“Mancata presenza o lontananza da un luogo in cui uno dovrebbe trovarsi o si trova abitualmente”.
Assente è colui/colei che non c’è.
Che non si presenta.
Che non si manifesta.

Torniamo a leggere allora bene questa definizione e poniamoci una domanda: è davvero ASSENTE il Natale 2020?

Siamo davanti alla sparizione di una delle feste più care della cristianità?

Il 25 dicembre chi o cosa sarà assente?

Le feste, i pranzi, le cene, gli abbracci, le luci, le regalie? Certo.

Sono queste il Natale allora? Forse sì…lo sono diventate.
Se fosse così dovremmo allora segnare l’assenza del Natale non nel 2020, ma già da molti anni addietro.

Questo Natale vedrà delle assenze, delle mancanze, dei cambiamenti.
Sarà assente il ritualismo della riunione delle famiglie, dell’appianamento temporaneo dei conflitti, di pace e amore sul globo terracqueo.  Almeno fino alla fine della giornata.
Sarà assente la funzione di volano sull’economia, di cura ai problemi del commercio, a soluzione della crisi.
Sarà assente la gioia forzata, perché a Natale tutti devono essere felici, la magia che vende.

Quest’anno il Natale sarà solo Natale.
Sarà solo la festa in cui chi crede celebra l’incarnazione del Figlio di Dio in mezzo a noi. Venuto in una grotta, senza niente per coprirsi, senza amici e parenti ad assisterlo, senza onori e riverenze.

Sarà il Natale dell’essenziale, della riscoperta dell’indispensabile, della povertà di mezzi e compagnia.
La sfida sarà di spostare tutto ciò che il Natale ha catalizzato nella sua unicità di festa nei 365 giorni dell’anno prossimo.

Famiglia, compagnia, gioia nel dare, condividere non siano concetti legati solo al 25/12 e ASSENTI nel resto dell’anno.
Per cause più grandi di noi il 2020 ci ha privato di queste cose nella giornata che attendavamo.
Possiamo piangerne l’assenza o celebrarne la presenza nel resto dell’anno che ci aspetta.

Il Natale 2020 è PRESENTE.

E come dono sta a noi essere capaci di viverlo ogni giorno che ci aspetta.
Sia esso GIALLO, ROSSO o ARANCIONE: Buon Natale!