Nel convento ‘green’ di Monza

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Incontro con Frate Alberto del Santuario delle Grazie, il primo certificato a emissioni zero. 

di Francesca Radaelli

A Monza il primo convento al mondo certificato ‘Zero Emissioni’. La (buona) notizia è di pochi giorni fa e ha avuto una grande risonanza, non solo sulla stampa cittadina.  

L’azienda monzese Energy Saving Spa, che dal 2000 opera nell’ambito dell’efficienza energetica e della sostenibilità ambientale, per festeggiare il proprio ventesimo compleanno ha voluto donare alla città di Monza venti alberi di ulivo. Alcuni di questi sono stati messi a dimora presso il Convento francescano delle Grazie di via Montecassino lo scorso 21 settembre, in occasione della Giornata mondiale ‘Zero Emissioni’. Lo stesso giorno al Convento monzese è stata conferita la Certificazione “Zero Emission”. Significa che il convento ha un’impronta carboniosa pari a zero. Ha pertanto già raggiunto l’obiettivo “Green Deal” di totale neutralità ambientale, che l’Unione europea si è prefissata di raggiungere entro il 2050.

Gli ulivi piantati il 21 settembre

Un record inaspettato

Un primato che nemmeno gli stessi frati si immaginavano di detenere. A pensarci bene, la vera notizia è proprio questa: si tratta di un record inconsapevole e inatteso. Lo scopriamo parlando con frate Alberto, rettore del complesso delle Grazie, presso cui vivono una decina di frati minori francescani.

“Non ci aspettavamo tanto risalto per questa notizia. È stata una sorpresa anche per noi,  non era certo nei nostri programmi”, racconta frate Alberto.  “Abbiamo accolto con gioia il dono dei nuovi alberi di ulivo, così come è nel nostro spirito. L’accoglienza, quella sì, è uno degli obiettivi del convento. Le nostre porte sono aperte per i giovani che vogliono approfondire la propria ricerca spirituale, per le persone che vengono alla mensa dei poveri. E il principio dell’accoglienza è riformulato anche in termini di attenzione per i doni della natura, a cui diamo grande spazio all’interno del convento”. Invece, quella delle Emissioni Zero è stata una scoperta anche per i frati.

Pannelli fotovoltaici all’interno del convento

È stato lo staff della Energy Saving a fare il calcolo. Nel 2019 l’emissione annua di anidride carbonica del complesso delle Grazie – che comprende convento, santuario, ostello della gioventù e mensa francescana dei poveri – è stata di complessive 110,77 Tonnellate di CO2, ed è stata totalmente neutralizzata grazie a quattro elementi: installazione di impianto fotovoltaico in autoconsumo e immissione in rete; acquisto di energia elettrica da fonte rinnovabile con Garanzia d’Origine; dotazione ed annullamento di certificati CER da produzione rinnovabile e piantumazione arborea con varie essenze, effettuata in sito.

Accoglienza francescana e custodia del creato

“Proprio dagli alberi arriva il contributo maggiore”, sottolinea Frate Alberto. “La cura delle piante del convento e la piantumazione di nuovi alberi fa parte dell’accoglienza rispettosa che rivolgiamo alla natura, alla bellezza che vediamo dentro alla natura e a cui vogliamo dare risalto. Sempre però in una logica di rispetto e responsabilità verso la Terra, che ci sostenta e ci governa, come dice Francesco”.

Uno dei chiostri del convento

 

 

 

Mentre nelle parole di Frate Alberto, e nei giardini del convento, rivive il Cantico delle Creature, viene da pensare a ciò che sta fuori dal convento, al rapporto del mondo antropizzato di oggi con la natura che lo circonda.

“L’uomo è fatto della Terra, ma ha anche il ruolo di custode della Terra. Nel libro della Genesi è scritto chiaramente”, ricorda frate Alberto.

Difficile però pensare all’uomo moderno come custode rispettoso del creato. Sembra piuttosto che, almeno al di fuori dei conventi francescani, ognuno tenda a concepire le risorse naturali unicamente destinate al proprio uso e consumo individuale.

Non solo la ‘Laudato si’ di Papa Francesco, ricorda frate Alberto, ma gli scienziati e gli economisti più autorevoli stanno  esortando l’umanità a cambiare mentalità, stile di vita. Eppure, ci sembra un’impresa quasi impossibile raggiungere il famoso traguardo della ‘emissioni zero’ entro il 2050.

Alberi nel prato sul retro

Individualismi e comunità

I dieci frati delle Grazie di Monza, però, il traguardo lo hanno già raggiunto. E senza nemmeno rendersene conto. Semplicemente, come si ricava dalle parole di frate Alberto, cercando di abitare la modernità senza perdere lo spirito di Francesco.

Il loro segreto? “Riferimenti valoriali forti come calamite, traduzione dei valori in realtà pratica, ma soprattutto condivisione nella vita quotidiana della nostra piccola comunità di questi valori e di queste pratiche”.

Forse, oggi, proprio quest’ultima è la cosa più difficile. Condividere per davvero, e non solo virtualmente sui famigerati social network. Dare spazio alla dimensione del ‘noi’, sentirsi comunità, non solo individui. Aprirsi a un’accoglienza ‘francescana’ di tutto il creato.

Forse allora, come ai frati delle Grazie, potrà sembrarci naturale restituire alla Terra quello che abbiamo preso. Forse allora riusciremo a respirare al ritmo del mondo. E forse allora anche noi raggiungeremo l’obiettivo ‘Emissioni Zero’. Magari senza nemmeno rendercene conto.