Non abbiamo un pianeta B

di Giacomo Orlandini e di Elena Borravicchio

Temperature massime da primato, scioglimento dei ghiacciai, mari e oceani utilizzati come discariche. Riduzione progressiva del volume di ozono, che lascia spazio alle radiazioni ultraviolette. Sesta estinzione di massa, la più rapida mai vissuta dal nostro pianeta: entro pochi decenni circa il 75% delle specie viventi scomparirà dalla Terra. Acqua e aria contaminate, con conseguenze nefaste sulla salute umana e animale.

È di questo che si sta parlando: di una corsa contro il tempo per salvare la sopravvivenza della specie umana e di molte altre su questo pianeta. Per salvaguardare il futuro dell’umanità, venerdì 15 marzo, 112 nazioni si sono unite a Greta Thunberg. Uno sciopero degli studenti contro il cambiamento climatico. Nelle piazze assopite delle città, in mezzo al traffico frenetico di prima mattina, anche i giovani di tutta Italia si sono dati appuntamento per la manifestazione nell’ambito di #fridaysforfuture, l’iniziativa globale in difesa dell’ambiente.
A Milano l’onda verde degli studenti ha invaso il centro da Largo Cairoli verso Piazza Duomo, in una mobilitazione senza precedenti. Bambini e ragazzi di ogni grado di scuola, dalle primarie all’università, con striscioni o cartelli in inglese e italiano “perché siamo un movimento studentesco internazionale”. Alcuni sono venuti con i genitori o i prof, i più grandi da soli, ma la folla era quasi completamente di ragazzi.

L’obiettivo è richiamare l’attenzione delle classi dirigenti del mondo alla ormai riconosciuta presenza di una emergenza climatica e l’applicazione di misure urgenti e concrete per contrastarne le cause. Il corteo è partito alle 9.30 e, scortato dalle autorità, ha sfilato al ritmo di tamburi per circa due ore. Alla testa della manifestazione un mezzo a pedali, rigorosamente a impatto zero, trasportava le casse che diffondevano gli slogan green degli organizzatori di Milano Per il Clima. “Governi agite, il tempo sta scadendo”, urlano tutti in coro.
Inizialmente l’arrivo della marcia era previsto in Piazza Della Scala, ma la destinazione è stata cambiata per la partecipazione superiore alle attese. Per la Questura i partecipanti sono almeno 20 mila, ma c’è chi parla di 100 mila studenti, uno sproposito visto che le aspettative erano di al massimo settemila.

“Vieni giù, vieni giù, manifesta pure tu!”. I giovani oggi hanno marciato per coinvolgere gli adulti che facevano capolino tra le finestre di case e uffici. Li hanno invitati a far parte del loro sogno: la possibilità che il nostro pianeta abbia un futuro, perché la Terra è un posto meraviglioso per cui vale la pena combattere.

Elena Borravicchio scrive da Monza

Anche i giovani di Monza sono scesi in piazza per aderire al Global Climate Strike, indetto in tutto mondo dal movimento Friday for future, venerdì mattina 15 marzo. A “Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la riceviamo in prestito dai nostri figli”, si legge in uno dei significativi cartelloni preparati dagli studenti delle Scuole Superiori di Monza e della Brianza e da alcuni bambini, accompagnati da genitori, sensibili al tema.

 

Erano circa 2.000 i difensori dell’ambiente presenti in piazza Trento Trieste, dove hanno preso la parola proprio i giovani. Nadia Ferrazzi, per esempio, 18 anni, ha sottolineato l’importanza di correggere le piccole azioni quotidiane, come per esempio ridurre il consumo di carne e cibi importati, riciclare e smettere di fumare, le sigarette infatti costituiscono una delle maggiori fonti di inquinamento.

Giulia, del liceo Zucchi, ha aperto gli occhi dei coetanei sui danni all’ambiente provocati dall’uso dei tessuti sintetici della fashion industry e ha invitato i presenti a preferire il circuito dei negozi di seconda mano. Vale per tutti la voce di una ragazza di Besana, studentessa del Liceo Artistico che, avviandosi alla stazione per tornare a casa, con il sorriso della soddisfazione impresso sulla faccia e due strisce “green” dipinte sulla guance, commenta “I politici ci devono ascoltare e ci ascolteranno! Qualcosa, almeno a Monza, cambierà sicuramente!”. 

Sono apparsi anche simpatici cartelli come questo: adulti sensibili al problema che in qualche modo hanno desiderio di fare la loro parte.

 

 

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