Non ti pago! La commedia napoletana conquista il Manzoni di Monza

di Francesca Radaelli

Si è aperta ieri sera all’insegna della migliore commedia napoletana la stagione di prosa del Teatro Manzoni di Monza.  Di fronte a una platea numerosa e composta in gran parte da abbonati è andata in scena Non ti pago!, pièce scritta dal grande Eduardo De Filippo nel 1940, proposta dalla compagnia Elledieffe – La Compagnia di Teatro di Luca De Filippo – nella versione con la regia di Luca De Filippo. Si tratta infatti dell’ultima commedia diretta dal regista e attore figlio di Eduardo e morto nel novembre 2015.

La Smorfia e la cabala, le credenze popolari e la superstizione, la scaramanzia e la maledizione, e prima ancora la connotazione fortemente dialettale della lingua e della gestualità dei personaggi trasportano lo spettatore nel cuore di Napoli, e -più nel dettaglio- nell’interno borghese della casa di Fernando Quagliuolo, il protagonista. Fernando ha ereditato dal padre la gestione di un “banco lotto”  e, a sua volta, è un giocatore appassionato, abituato a passare intere notti sui tetti a scrutare il cielo in cerca dei possibili numeri vincenti.

A interpretarlo il bravo Gianfelice Imparato, che – nel ruolo che originariamente doveva essere dello stesso Luca De Filippo – suscita parecchie risate e molta simpatia, per l’efficace caratterizzazione, tra il grottesco e l’ironico, del personaggio. E anche della sua guerra personale contro l’impiegato Mario Bertolini e la sfacciata fortuna di costui  nel gioco. Quando Bertolini, innamorato di Stella, la figlia di Fernando, ottiene una vincita di ben quattro milioni, dopo aver ricevuto i numeri in sogno dal padre morto di Fernando, quest’ultimo viene accecato dall’invidia e dalla rabbia: in un crescendo comico rivendica il proprio diritto a incassare i soldi, si rivolge a un prete, quindi a un avvocato, cerca di far scomparire il biglietto e infine lancia un terribile anatema contro lo sventurato Bertolini…

Lo spettacolo, giunto alla seconda tournée, impeccabile e ben rodato, si avvale delle scene di Gianmaurizio Fercioni e delle musiche di Nicola Piovani, è un piccolo gioiello di humor e comicità, che non perde mai il ritmo dell’azione. “Una commedia molto comica che secondo me è la più tragica che io abbia mai scritto”, la definiva il suo autore Eduardo. La vicenda, in effetti, getta una luce piuttosto inquietante – sottolineata anche dai tuoni e fulmini spaventosi che di tanto in tanto squarciano la scena – sulle credenze legate al gioco d’azzardo, ma anche su alcune dinamiche familiari che emergono dalla vicenda. Ma il registro che guida la messa in scena resta quello comico, attraversato da una vena umoristica e surreale che amplifica ulteriormente il divertimento degli spettatori.

Il pubblico monzese del Manzoni ride e applaude il linguaggio dialettale e la gestualità napoletana degli attori, tra cui , oltre a Imparato,  spiccano per bravura Carolina Rosi che interpreta la moglie di Fernando Concetta, impegnata in schermaglie esilaranti con il marito, e i due irresistibili caratteristi Gianni Cannavacciulo e Giovanni Alloca, nei panni del prete goloso di acqua e anice e dell’avvocato azzeccagarbugli e ‘trasformista’.

Insomma la commedia napoletana del grande Eduardo e del figlio Luca conquista Monza. Spettacolo davvero consigliato a chinel prossimo weekend  vuole passare una serata divertente, senza rinunciare al piacere del teatro di qualità

Repliche: venerdì 27 e sabato 28 alle ore 21, domenica 29 alle ore 16.

BIGLIETTI a partire da € 15 – Acquistabili on-line o presso il Botteghino del teatro

Info: Teatro Manzoni di Monza – Tel.  039 386500     www.teatromanzonimonza.it

Orari biglietteria: Martedì, giovedì, venerdì, sabato ore 11-13 e 15-18; Mercoledì ore 15–19

 

 

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