Novo Millennio, i pionieri a servizio dei bisogni degli ultimi

BIMBINSIEME-3La vita può cambiare dopo un semplice incontro. Dopo una proposta che solletica la mente e il cuore portando l’uomo a decidere di abbandonare un impiego sicuro e avviato, per intraprendere una nuova avventura.

Umana, prima ancora che professionale. Proprio come è successo a Marco Meregalli – presidente della cooperativa Novo Millennio – che da oltre un decennio è una presenza importante e radicata sul territorio di Monza e Brianza.

Al presidente poniamo alcune domande per conoscere meglio la realtà di Novo Millennio tra passato, presente e futuro.

Marco, quando è nata Novo Millennio?

La cooperativa è nata a Monza nel 2003 su iniziativa della Caritas cittadina e di quella Ambrosiana per offrire servizi alla persona. Ampliandoci via via in vari settori, mettendo sempre al centro la persona e i suoi bisogni, siamo stati pionieri e anticipatori di alcune richieste del territorio, come per esempio nel settore della malattia mentale, dell’attenzione alle famiglie straniere, alle donne maltrattate, ai minori, alla disabilità introducendo servizi all’epoca sperimentali.

Siamo una sorta di “antenna territoriale”, in particolare nelle situazioni di disagio sociale ed economico le quali, con l’arrivo della crisi, sono peggiorate. Il tutto attraverso l’operato di figure professionali preparate ed il prezioso aiuto di volontari che afferiscono all’Associazione Volontari Caritas Monza.

Il continuo contatto con la Caritas di Monza, ed in particolare con il suo responsabile, don Augusto Panzeri, ci ha sollecitato costantemente in questa attenzione alla centralità della persona, cercando di valorizzare le risorse positive che possiede, anche in situazioni di fragilità.

La Sala della Struttura Arconauta

La Sala della Struttura Arconauta

Su spinta di chi è nata la cooperativa e per rispondere a quali bisogni?

Novo Millennio è nata per rispondere a bisogni all’epoca non ancora così profondi, ma che già stavano presentandosi sul piano sociale. Da qui la volontà di rispondere ai bisogni operando per aree specifiche di lavoro attraverso la cosiddetta “Pedagogia dei fatti” e realizzando nel territorio della zona di Monza le cosiddette “opere-segno” , che sono opere che testimoniano una prossimità alle persone, un’attenzione verso situazioni che poi, nel corso degli anni, sono diventate richieste sociali.

Che cosa fa esattamente la cooperativa?

Il nostro obiettivo, oltre che la nostra missione, è individuare e comprendere i bisogni del territorio dando risposte attraverso figure professionali preparate, garantendo servizi che, peraltro, la stessa legislazione chiede di svolgere rispettando parametri gestionali e strutturali, oltre che possedere requisiti soggettivi particolarmente rigidi.

Operiamo su diverse aree. Quella socio educativa con i progetti dell’Asilo Nido multietnico “Bimbinsieme”, la comunità “Alba Chiara” che accoglie le adolescenti che provengono da situazioni familiari delicate, la comunità “Casa Jobel” per le donne in difficoltà con o senza figli, i progetti di housing sociale “Abitare Insieme”, “CasAmica”, “Casa Medici” e “Aliante” riservati a donne che vivono il dramma dell’emergenza abitativa o che devono affrontare percorsi di autonomia. Infine “Arconauta” un Centro Diurno per ragazzi disabili, che lavora nella fascia di età 14-25 anni, e la Residenza “Maria Paola Colombo Svevo” per alloggiare donne lavoratrici e studentesse.

Una delle stanze delle residenze per i pazienti psichiatrici

Una delle stanze delle residenze per i pazienti psichiatrici

La Cooperativa lavora anche nel settore della Salute Mentale con progetti che coinvolgono i pazienti e i loro familiari gestendo in convenzione con l’ATS Brianza e i servizi territoriali di Salute Mentale: il Centro diurno psichiatrico “Stellapolare”; i progetti di riabilitazione inseriti nel grande progetto “Le Case” aiutando i pazienti a raggiungere l’autonomia con percorsi di residenzialità; il progetto “So-stare” di affido di una persona con disagio psichico all’interno di un nucleo familiare; il progetto “Diogene” che coinvolge i senza tetto che accanto al problema del disagio economico vivono anche quello del disagio psichico; l’attività di educatori a domicilio nella Salute Mentale.

Un’altra area di intervento è quella degli stranieri con l’attivazione di sportelli multietnici creati in collaborazione con diversi comuni della Brianza (Ambito di Seregno e di Cantù) e che forniscono consulenza legale e orientamento.

Infine i nostri operatori e volontari lavorano anche nel settore della promozione culturale con la promozione di eventi e di convegni. In tutte le attività che svolgiamo siamo in rete con i Comuni, gli Ambiti Territoriali, le ATS , le ASST, i Consorzi Sociali di appartenenza, oltre che con Confcooperative di Milano, Lodi, Monza e Brianza, ed infine con tutta la rete territoriale del Terzo Settore, tra cui il Forum del Terzo Settore di Monza e Brianza.

La coloratissima sala giochi di Bimbinsieme

La coloratissima sala giochi di Bimbinsieme

Che cosa significa lavorare in una cooperativa?

Si respira un clima di collaborazione, di rispetto, di relazioni e di mutualismo tra i soci che lavorano insieme sulla base di valori condivisi e di un supporto reciproco fondamentale soprattutto nei momenti di difficoltà .

La collaborazione tra i soci per esempio si è evidenziata nel progetto di realizzazione di uno dei nostri appartamenti: grazie al passaparola, alla rete dei contatti e anche al nostro lavoro manuale siamo riusciti a sistemare e arredare un’abitazione per cinque persone quasi a costo zero.

Non è sempre semplice lavorare insieme, ma è molto importante lo spirito di condivisione degli stessi valori.

Valori è una parola che ripete spesso. Quali sono i valori che sono alla base di Novo Millennio?

In primis l’attenzione alla centralità della persona, mettendone in evidenza tutte le risorse positive. Un valore importante non solo per gli altri, ma per la persona stessa che si sente perciò apprezzata.

Gli altri valori che poniamo alla base del nostro operare c’è l’accoglienza, la solidarietà, la prossimità, il bene relazionale che “produciamo” e che mettiamo a disposizione della collettività, la condivisione delle fatiche quotidiane, la mutualità sia all’interno che all’esterno.

E come recita la nostra legge di riferimento che è la 381 del 1991 sulla cooperazione sociale, il nostro compito è la promozione del bene comune nel territorio, segno identificativo dell’operare di una cooperativa sociale.

Il salotto di Casa Jobel

Il salotto di Casa Jobel

Come fa oggi una cooperativa ad andare avanti?

Non possiamo negarlo, la crisi ha colpito anche il nostro settore. Nelle cooperative, come dice la norma, gli utili, se vi sono, non vengono distribuiti, ma vengono messi nella riserva legale della cooperativa e quindi, in caso di necessità e di bilancio in perdita, queste riserve economiche vengono utilizzate per far fronte ai momenti di difficoltà. È quanto è successo in questi ultimi anni, dove, a fronte del mantenimento del posto di lavoro, le cooperative hanno eroso il propri capitali e patrimoni.

La nostra più grande risorsa, fondamentale anche per affrontare questo periodo storico, è il nostro personale, con le sue competenze professionali ed umane, che cerchiamo di valorizzare nelle responsabilità ed attraverso adeguati percorsi formativi.

Cerchiamo dunque di promuovere i nostri servizi nel nostro territorio ed in quelli limitrofi che cercare di allargare il bacino di utenza, pur in un contesto in cui il nostro principale committente che è l’ente pubblico sta sempre più riducendo le risorse dedicate al welfare.

Infine una risorsa importante arriva dalla partecipazione a bandi di finanziamento con progettazione, ma arriva che dalla generosità che ci viene dimostrata da persone a noi note, ma alcune volte anche dagli sconosciuti.

Stellapolare

Stellapolare

Quali sono i pregi del lavorare in una cooperativa?

L’elemento più bello è il poter lavorare in una dimensione umana e il poter condividere valori nei quali tutti (soci, lavoratori e volontari) credono.

Siamo attenti ai bisogni dell’altro, non solo dell’utente, ma anche del nostro collega e compagno di avventura in una dimensione di welfare aziendale. Facciamo parte di una rete territoriale, di Consorzi di Cooperative sociali, ed abbiamo cercato di costruire un sistema economico ed organizzativo che, confidando anche su affidamenti bancari, sicuramente onerosi, ci consente di poter pagare puntualmente gli stipendi, nel rispetto dei contratti nazionali e dei diritti dei lavoratori, cercando comunque di applicare sempre le condizioni di miglior favore previste dalla contrattazione, consapevoli che il benessere, i valori di riferimento partono anzitutto dal rispetto delle nostre risorse umane.

E i difetti?

C’è il rischio di cadere nell’autoreferenzialità e se lo si vuole considerare un limite anche quello di essere prudenti nella gestione. È una questione basata sulla responsabilità – come amministratori e come soci – nei confronti del territorio e dei suoi utenti.

Residenza Albachiara

Residenza Albachiara

Chi è Marco Meregalli

Per quindici anni ha lavorato in una multinazionale dividendosi però sempre con la sua attività di volontario in Caritas e in parrocchia. Una vita con il piede sull’acceleratore, sempre con la valigia in mano. Ma alla sua esistenza mancava qualche cosa. Quel tassello lo scoprirà nel 1995 dopo un incontro illuminante con don Virginio Colmegna, anima della Caritas ambrosiana: a quel punto la decisione, condivisa con i familiari, di abbandonare il posto di lavoro sicuro per buttarsi a capofitto nell’avventura della Cooperativa sociale.

Se tornassi indietro abbandoneresti rifaresti quella scelta? «Ma oggi quali sono le certezze? – commenta Marco Meregalli – Boh, forse lavorerei ancora per quell’azienda. Forse no». Una scelta professionale e di vita che Meregalli difende strenuamente credendo, prima di tutto, nei valori di quel progetto. «Da vent’anni mi sono assunto una grande responsabilità – precisa – Non certo senza fatica e dovendo affrontare le difficoltà di una società in continuo cambiamento. Ma continuiamo a garantire i nostri servizi e a pagare puntualmente gli stipendi. E quando, purtroppo, siamo obbligati a chiuderne qualcuno (come per esempio quello di socializzazione della Stellapolare), sono pervaso da una grande sofferenza». Ma con l’aiuto e il sostegno del Consiglio di Amministrazione e dei referenti di area Meregalli continua a far vivere e crescere la grande famiglia di Novo Millennio.

La redazione

I NUMERI DELLA COOPERATIVA

  • Denominazione: Novo Millennio Società Cooperativa Sociale – Onlus
  • Data di nascita : 13 giugno 2003
  • Sede: Monza via Montecassino 8, telefono 039.321174, cell. 3358499555 fax 039322177, email info@novomillennio.it.
  • Composizione CdA: 5 componenti
  • Numero dipendenti e collaboratori: 70
  • Area di intervento: socio-educativa e salute mentale
  • Previsione ricavi 2016: € 2.482.000,00 di cui 85 % da enti pubblici e 15 % da privati
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