Oggi compie 85 anni il MoMA, il più famoso museo di arte moderna

MoMANel pieno della depressione economica, erano trascorsi solo nove giorni da quel giovedì nero in cui il crollo di Wall Street aveva fatto franare molte certezze, si inaugura a New York, nell’Heskscher building sulla Quinta strada il MoMA, Museum of Modern Art. A quel tempo si trattava di poche stanze prese in affitto in un modesto edificio e di una prima donazione di otto stampe e un disegno.

L’idea di un museo di arte moderna la dobbiamo alla volontà di tre donne tenaci: Abby Aldrich Rockefeller, una donna colta con un grande fiuto per l’arte, che aveva sposato uno degli uomini più ricchi d’America, John Rockefeller, Mary Quinn Sullivan un’insegnante d’arte e Lillie P. Bliss, una pianista facoltosa ed appassionata collezionista d’arte.

the ladiesLe “ladies”, così vennero soprannominate le tre fondatrici, lungi dal voler soddisfare un loro gusto personale, decisero di coinvolgere i migliori professionisti del settore per dar vita a questo museo. Per la cronaca il ricchissimo John Rockefeller, marito di Abby, non era assolutamente propenso a finanziare il progetto, anzi si rifiutò di concedere finanziamenti, motivo per cui i primi anni ci furono continui cambiamenti di sede e grandi disagi.

Furono incaricati Conger Goodyear come presidente ed organizzatore e Alfred Hamilton Barr Jr come direttore, uomo di tale apertura mentale e lungimiranza da ritenere che un museo aperto a nuove forme d’arte, dovesse necessariamente includere anche quelle emergenti e moderne quali la fotografia, il cinema, il design, la pubblicità, l’architettura.

E questa fu senza dubbio una rivoluzione, tanto che subito dopo l’apertura del 1929, si poterono ammirare insieme ai quadri di Van Gogh, Cezanne  e Gauguin,  gli oggetti di design di uso domestico.

moma
L’idea era che elementi considerati secondari, rispetto al panorama artistico, diventassero invece chiavi di comprensione e di lettura della cultura moderna.

Oggi il MoMA sorge sulle rovine della vecchia casa dei Rockefeller, sulla 53esima strada, casa che il figlio di Abby, Nelson,  ha donato nel 1932 al MoMA per ospitare la collezione permanente. L’edificio è stato sottoposto a notevoli lavori di restauro e ampliamento tra il 2002 e il 2004 ed è stato ridisegnato dall’architetto giapponese Yoshio Taniguchi.

Attualmente ha una collezione permanente di oltre centocinquantamila opere ed è articolato in sei sezioni tematiche che spaziano su oltre 150 anni di storia dell’arte, dalla metà del 19esimo secolo ai giorni nostri.

Una collezione eccezionale che non cessa mai di crescere e che riflette senza dubbio lo svolgersi della storia del museo, ma che è anche frutto di lasciti e donazioni straordinarie di generosi sostenitori. Il primo di questi preziosi lasciti fu proprio quello di Lillie P. Bliss, una delle tre “daring ladies”, le “ardite signore” (altro soprannome  con cui venivano chiamate le fondatrici), che regalò al MoMA  una collezione di 116 pezzi tra cui alcuni Cezanne e Gauguin di enorme valore.

Il Museo oggi può contare su un flusso di quasi due milioni e mezzo di visitatori l’anno a conferma del fatto che per la stragrande maggioranza dei viaggiatori che si recano a New York il MoMA è un “must”, un imperativo, un luogo da non perdere.

Daniela Zanuso

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