Ornano e Accorsi le proposte di inizio anno del Teatro Manzoni

Con lo spettacolo di Antonio Ornano Non c’è mai pace tra gli ulivi” per la sezione Cabaret Manzoni il 10 gennaio e  il monologo con Stefano AccorsiGiocando con Orlando – Assolo” per la sezione Altri percorsi il 13 gennaio, il Teatro Manzoni  saluta il 2019.

“Perché non ho mai un momento di tranquillità? La risposta più plausibile è che abbiamo tutti, chi più o chi meno, una percezione falsata della realtà che ci circonda.Il grande paradosso è che viviamo in un’epoca che ci offre milioni di opportunità di conoscenza eppure siamo schiavi di un algoritmo che sulla base delle pagine che abbiamo visitato ci propone i “contenuti” che ci potrebbero interessare. La tendenza è di essere sempre più rinchiusi nelle nostre convinzioni e quando queste sono basate su ignoranza e pregiudizi lì scatta il corto circuito.

Siamo tutti concentrati sul nostro ombelico eppure è sempre più difficile inquadrare noi stessi, il nostro aspetto estetico, la nostra emotività, la sottile differenza tra quello che siamo e quello che vorremmo essere.

Se è così complesso trovare e accettare la verità, proviamo almeno a riscoprire il valore catartico della nostra sincerità. Non c’è nulla di più divertente della nostra ipocrisia e così provo a squarciarla raccontandovi tutte le mie schizofrenie, che si manifestino a bordo campo durante una partita di calcio di mio figlio o alle prese con il ricordo salvifico di una ballerina conosciuta a vent’anni.

Si parla e si scherza su quanto sia faticoso lasciarsi sopraffare dalle nostre passioni e su quanto sia difficile far digerire la musica rock alla propria moglie.

Si parla e si scherza sulle mie difficoltà a rapportarmi con il razzismo e il bullismo, come comico, e soprattutto come padre di un bimbo biologico biondo platino e di una bimba di colore adottata in Etiopia.

E alla fine, forse per trovare l'”artefice” di tutte queste fragilità così umane e reali, si parla e si ride anche del ricordo di una madre. La mia, come avrete intuito”. (Antonio Ornano)

Reduce da una felicissima stagione di successi cinematografici che gli sono valsi lo scorso anno David di Donatello, Nastro d’Argento, Premio Gian Maria Volonté e Premio FICE come attore dell’anno, Stefano Accorsi torna al Manzoni di Monza con un monologo tratto dal più celebre poema epico del Rinascimento: l’Orlando Furioso di Ariosto.

Magistralmente diretto da Marco Baliani, Accorsi dà vita in maniera appassionata e ironica e “con passo volatile e leggero” ad uno spettacolo inaspettato e piacevolissimo.

“Dicono che a narrare storie il mondo diventi assai meno terribile, e per tal compito, in questi tempi amari dove a parlare sembra essere solo la realtà, ci siam messi all’opera, con passo volatile e leggero, ma per toccare sostanze alte e un sentire sincero.

Trasferire l’Orlando furioso in una presenza teatrale è impresa degna di cavalieri erranti, anzi narranti.

Stefano Accorsi veste i panni di un simile cavaliere e si cimenta con l’opera ariostesca cavalcando il tema oneroso dell’amore e delle sue declinazioni, amore perso sfortunato vincente doloroso sofferente sacrificale gioioso e di certo anche furioso.

Monologando, narrando, digressionando, le rime ottave del grande poeta risuoneranno in sempre nuove sorprese, in voci all’ascolto inaspettate, in suoni all’orecchio stupiti”

(Marco Baliani)

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