Pablo voyage – suite per Neruda e il mare

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Uno spettacolo teatrale non solo per gli amanti del grande poeta, ma anche, e soprattutto, per gli amanti della poesia. Pablo voyage – suite per Neruda e il mare – andrà in scena venerdì 7 febbraio alle ore 21 presso il teatro Oneiros di Cinisello Balsamo (Via Cornaggia 37) .

“Questo spettacolo è dedicato alla poesia: motore dei sentimenti e della creatività. Non è la biografia di Pablo Neruda, ma il racconto di quelle che, secondo noi, sono le sue anime poetiche più profonde: la natura primordiale, il mare, la metafora e i suoi giocattoli (le collezioni delle navi in bottiglia, delle conchiglie e delle polene tutt’ora visibili nella sua ultima dimora cilena di Isla Negra).
E’ un pretesto per rendere idealmente onore ai cinque sensi del nostro pubblico: al tatto, con l’illusione di accarezzare la superficie liscia o corrugata di una conchiglia; al gusto e all’olfatto nel respiro del profumo forte del mare; all’udito, con lo scivolare sottile della chiglia di un veliero o il suono di una chitarra in una canzone d’amore; alla vista, con lo scorrere dei fotogrammi, il disegno di una vela o il gesto silenzioso di un passo di danza”.

“Pablo voyage, Suite per Neruda e il mare” è un progetto, il cui fine, è il coinvolgimento dello spettatore, il quale, fin dal primo momento del suo ingresso in sala, si appresta a un vero e proprio viaggio sull’imbarcazione della Poesia che naviga sulle onde dolci e tumultuose dell’oceano.

Filo conduttore, la figura di Pablo Neruda che, abbiamo scelto di raccontare, attraverso le sue collezioni, ancora visibili nella sua ultima dimora di Isla Negra, formate dagli oggetti marini riportati nei suoi viaggi attorno al mondo: abbiamo scelto le navi in bottiglia con i modelli più famosi della storia della navigazione, le conchiglie appese alle travi del soffitto e le polene trovate nei cantieri navali in disarmo.

Con la fiaba, abbiamo immaginato di entrare nella sua casa, guidati dal modellino di un suo veliero magicamente “salpato” dal suo involucro trasparente, assieme alle parole di “Confesso che ho vissuto“, nel mare increspato di Isla Negra. Abbiamo anche immaginato – perché nella realtà è un modello che non esiste – che il piccolo veliero sia quello della Winnipeg, la nave che Neruda aveva utilizzato per il trasferimento in Cile degli spagnoli transfughi dalla guerra civile spagnola.

Oltre alla parte attoriale della narrazione scenica di Francesco Troiano, sopra, sotto e di lato, s’intrecciano le contaminazioni della danza, del cinema e della canzone, con due balletti sulla musica di Bjork e le coreografie di Monica Galbiati, la grafica computerizzata di Laura Cantale e Riccardo Cabrini, la musica dal vivo. Per la parte video sono stati scelti tre frammenti tratti da “Il Postino” che s’intersecano con un cortometraggio prodotto dalla compagnia teatrale e che hanno come filo conduttore il tema della metafora.

Per prenotare chiamate o inviate un messaggio su wa al 3394673007.