Penso che un sogno così non ritorni mai più …

Modugnodi Luigi Picheca

Voglio scomodare il grande showman Domenico Modugno per rubargli qualche parola della sua magnifica canzone Volare e per farvi capire quello che ho provato domenica scorsa quando il mio Direttore, Fabrizio Annaro, insieme alla Redazione de  “Il Dialogo di Monza” e alle altre splendide persone che hanno spinto la mia candidatura come Silvia Zecchini, Rita Liprino ecc…,  “penso che un sogno così non ritorni mai più…”
Ho proprio pensato a queste parole quando, ricevuta quella tessera, mi sono sentito travolgere da una serie di emozioni tumultuose.

In fondo non sapevo cosa dire, non volevo dire quelle banalità che vengono in mente in quei secondi a caldo, quando la mente va in tilt.

Ho pensato a tante cose, scorrendo velocemente il mio percorso di giornalista in erba, forse più che giornalista, narratore di quello che la mia nuova vita mi stava facendo conoscere.
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Sono sempre stato uno coi piedi per terra e desideravo comunicare  col mondo e al mondo che ero vivo, il mio cervello era salvo, come quello di tante altre persone, e che voleva parlare.
Parlavo anche prima, parlavo con gli amici, a volte davanti a una pizza, più spesso al bar, usando il linguaggio  schietto e diretto che si usa famigliarmente.

Lo stesso linguaggio che uso nel rivolgermi agli amici-lettori, non so se piaccia o no, ma è il mio modo di esprimere quello che la vita mi comunica.
Vorrei abbracciarvi tutti, amici e lettori, che mi avete permesso di realizzare un sogno tanto ardito e che premia con  me una categoria di persone che sa ancora mettere passione in ciò che fa!

Luigi Picheca

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