Pistoletto e l’arte per la pace preventiva

di Daniela Zanuso

Un evento di grande rilevanza quello organizzato da Ucid Monza  (Unione cristiana imprenditori e dirigenti), martedì 28 aprile scorso. Accompagnati dal Presidente Aldo Fumagalli e dal Presidente Ucid nazionale Paolo Porrino, i soci si sono trovati all’ingresso della Reggia di Monza dove hanno avuto l’opportunità di una visita guidata alla mostra di Michelangelo Pistoletto dallo stesso curatore della mostra Francesco Monico, professore di Archetipi dell’immaginario e di Filosofia della tecnica in differenti atenei italiani oltre che direttore dell’Accademia Unidee della Fondazione Pistoletto.

Quadro specchiante – Autoritratto

La mostra, dal titolo UR-RA Unity of Religions-Responsability of Art, oltre ad essere un tributo al grande artista e al suo percorso fatto di decenni di incessante lavoro (opere dal 1957 fino ai  giorni nostri), vuole essere un omaggio a quella libertà che l’arte ha conquistato quando ha rivendicato la sua autonomia rispetto a tutti i poteri. In questo modo l’arte ha acquisito la capacità di generare nuovi linguaggi e modelli di convivenza e di comprensione della realtà. Non è più la religione che chiede opere all’arte, ma è l’arte che attinge dalle religioni gli strumenti per ripensare al XXI secolo.

‘Dio c’è? Si, ci sono’. Per l’artista non si tratta di una affermazione teologica ma una assunzione di responsabilità ontologica, cioè il dovere dell’uomo di preservare la vita e la natura
Partendo dall’atrio, dove è esposta la ‘Pietra dell’infinito‘, opera manifesto della mostra stessa, Monico ci ha accompagnato attraverso le meravigliose sale della Reggia, in un percorso in cui si potevano ammirare opere come il ‘Sacerdote’, i famosi ‘Quadri specchianti’, il ‘Bacio al piede’, il ‘Codice trinamico’ fino al ‘Terzo Paradiso’ dove l’artista rappresenta simbolicamente i due opposti (natura e tecnica) nei due cerchi estremi e il superamento del conflitto nel grande cerchio centrale che simboleggia la loro connessione e armonia. Il concetto si riallaccia alla trinamica e alla formula della creazione dove 1 + 1 =3 e dove due elementi separati creano un terzo elemento nuovo e superiore.
 
Ed è qui che nasce la sfida di UR-RA, un invito ad immaginare attraverso l’arte la possibilità di coesistenza tra divino e umano, tra sapere e mistero, tra conflitto e riconciliazione.
 
La mostra diventa così un laboratorio di pensiero, come dichiara il curatore nella presentazione, “ L’obiettivo finale del progetto è la firma della Carta di Monza per l’Interreligiosità: un documento simbolico e operativo volto a consolidare la cooperazione multi religiosa come pratica necessaria nell’epoca della globalizzazione.Una grande sfida che ci chiama tutti.
 
La serata procede all’Hotel de la Ville con l’incontro  con Michelangelo Pistoletto che parla di “Pace preventiva” non come concetto di pace che arriva dopo la guerra, ma come una pace che evita la guerra. “Noi siamo unione continua di tanti io – dichiara-  e la concezione di arte, che è già antichissima, rappresenta il desiderio dell’umanità di equilibrio e di bellezza e sottolinea come questo sia qualcosa di centrale per l’esistenza umana”.
 
Altro ospite della serata è Markus Krienke Professore ordinario di Filosofia moderna ed Etica sociale presso la Facoltà di Teologia di Lugano. Krienke parla di pace come condizione umana e di come questa condizione richieda l’impegno di tutti noi. Poi si rivolge direttamente alla platea di dirigenti ed imprenditori: “La vocazione dell’imprenditore deve essere non solo realizzare il profitto, ma creare relazione e cultura, solo così si può elevare la spiritualità umana”.
 
A chiudere la serata  l’intervento del sindaco di Monza Paolo Pilotto che ci richiama alla lettura del cristianesimo come profondamente legata alla ragione e di come il messaggio cristiano offra una serie di strumenti per vivere insieme. “La pace – conclude – è affidata ai miliardi di esseri umani che, pur nella loro imperfezione, sono chiamati a fare la differenza e questa differenza è l’impegno che ognuno di noi mette in questa ricerca”.
 
Una serata che è invito e richiamo ad un nuovo concetto di umanità.
 
2 maggio 2026
da sx: Paolo Porrino, Michelangelo Pistoletto, ALdo Fimagalli, Markus Krienke, Paolo Pilotto, Francesco Monico, Bartolomeo Corsini
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