Plogging: quando lo sport fa bene anche all’ambiente

di Daniela Zanuso

La Svezia è indiscutibilmente avanti in tema di ambiente. Ora si sono inventati il “plogging” (dal termine svedese “plocka-upp” che significa raccogliere e da jogging). In pratica mentre si fa jogging si raccolgono i rifiuti. I “plogger”,  partono muniti di guanti, sacchetto e zaino e mentre corrono nei parchi, nei boschi, in città, ripuliscono dall’immondizia che tanti maleducati abbandonano a terra.

In poche parole si unisce l’attività sportiva all’amore per l’ambiente. Ma non basta. La raccolta è pure differenziata per cui alla fine del percorso si suddividono i rifiuti in base alla tipologia. La plastica è la prima ad essere nel mirino dei plogger proprio perché, per la sua caratteristica di resistenza, deve essere smaltita seguendo le specifiche procedure.

Il fenomeno pare si stia diffondendo in mezzo mondo grazie al tam tam attraverso i social network. Dalla Germania al Giappone sono tanti i plogger che partecipano soprattutto durante in fine settimana.

fonte immagini – www.srf.ch -instagram @plogga

E in Italia dove ne avremmo tanto bisogno? Per una volta pare che anche noi non siamo da meno, anzi qui il fenomeno sembra avere ha avuto inizio nel maggio  2015, quando Roberto Cavallo, consulente ambientale, ha lanciato l’appello con la manifestazione “Keep clean and run” “Tieni pulito e corri” che ogni anno appassiona centinaia di persone.

La prima edizione di questa campagna di sensibilizzazione per l’ambiente, nel 2015, è partita da Aosta per concludersi a Ventimiglia. Otto giorni di corsa per un totale di 400 chilometri, dove in ogni comune delle varie tappe sono state coinvolte  scuole, famiglie ed associazioni. Nell’edizione 2016, cui hanno aderito anche diverse personalità del mondo dello sport, dello spettacolo e della cultura, le Regioni toccate dalla corsa sono state Marche, Abruzzo e Lazio con passaggi attraverso Parchi Naturali e Aree Protette e lungo un tratto della Via Francigena.

Quest’anno la partenza è stata da Bari il 12 aprile e si è conclusa il 19 a Chioggia. Oltre mille chilometri in bicicletta e, lungo il tragitto dalla Puglia al Veneto, l’incontro con tanti ragazzi delle scuole per illustrare l’obbiettivo dell’impresa. E in soli quattro giorni i volontari hanno raccolto la bellezza di 3 tonnellate di rifiuti.

E allora, perché non farlo anche noi? Forza, scarpe da ginnastica, guanti, zaino e sacchetti.

 

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