Progetti di mobilità sostenibile per gli studenti

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di Serena Celli

Il nuovo anno scolastico è ormai alle porte e, senza dubbio, sarà differente rispetto a quelli precedenti. L’emergenza corona virus pone la nostra società di fronte a nuove sfide che richiedono sicuramente ai cittadini e alle istituzioni di mettersi in gioco in maniera non indifferente, ma offrono anche una buona occasione per migliorare le nostre città, la nostra forma mentis e alcune cattive abitudini che fatichiamo ad abbandonare.

Uno dei problemi principali da affrontare è quello inerente alla mobilità casa/scuola/casa. I mezzi pubblici infatti, per poter rispettare le norme di sicurezza e il distanziamento, potranno ospitare un numero minore di passeggeri e, molto probabilmente, non sarà possibile incrementare le corse disponibili. Questo porterebbe sicuramente ad un maggior ricorso al trasporto privato con ricadute sull’aumento del traffico cittadino e sull’inquinamento atmosferico. Si tratta di una situazione che ci offre un’irrinunciabile occasione di sviluppo di un nuovo modello di città più attento ai bisogni dell’ambiente.

Le amministrazioni comunali di Monza e Vimercate si stanno adoperando per promuovere progetti e iniziative a sostegno delle nuove esigenze. A Monza sta prendendo vita il modello delle corsie ciclabili, posizionate anche sulle principali arterie della città. Questa soluzione renderebbe  più facili e soprattutto sicuri, gli spostamenti tra i centri nevralgici come la stazione ferroviaria, le scuole e l’ospedale. Vimercate invece, rilancia il progetto pedibus e bicibus che garantirebbe un ritorno a scuola sicuro ed ecologico.

Alcuni istituti di istruzione superiore e università, hanno scelto di somministrare un questionario agli studenti per indagare la distanza tra casa e scuola. Anche questa iniziativa mira a incentivare chi vive nel raggio di due o tre km,  ad usare le gambe o la bici.

Le istituzioni comunali locali da sole però non bastano: è necessaria anche la cooperazione delle famiglie. Progetti costruttivi come il pedibus e il bicibus, ma anche semplicemente la sensibilizzazione al problema, necessitano del costante contributo di genitori, ragazzi, nonni. Lo scopo è di rendere migliori le città e rispondere alle innegabili esigenze che il mondo cerca in tutti i modi di esprimere.