I prossimi appuntamenti al Teatro Manzoni

Venerdì 1° dicembre, al Teatro Manzoni di Monza, Vittorio Sgarbi si misura con il genio di Michelangelo Buonarroti e con il David, la Pietà, il ciclo di affreschi nella Cappella Sistina… Traguardi insuperabili dell’ingegno creativo e simboli stessi dell’arte e dell’Italia.

 L’indagine di Sgarbi si concentra sull’unicità straordinaria di Michelangelo, un artista che non ha paragone con nessun altro, capace di esprimersi con uguale grandezza in scultura, pittura e architettura.

Il meccanismo del racconto si articola in più scene che sviluppano i diversi momenti dell’arte di Michelangelo dalla fine del quattrocento fino alla sua morte.

Come per Caravaggio (rispetto al quale aveva fatto un potente e ardito accostamento a Pasolini) anche in questa conferenza spettacolo Sgarbi propone riferimenti ad opere d’arte più vicine a noi (da Courbet a Rodin…) interessanti per evidenziare i segni del codice stabilito da Michelangelo capace di superare il tempo e la storia e utili per capire l’invenzione del “non finito” di Michelangelo, un’idea così formidabile che va oltre qualunque dimensione temporale, un passaggio di grande modernità e di grande innovazione.

In particolare grazie a questi accostamenti Sgarbi restituisce in forma inedita il genio inquieto di Michelangelo come presente e vivo a noi.

Una lectio magistralis originale e coinvolgente, valorizzata dagli effetti scenografici e teatrali che renderanno le opere d’arte palpabili alle molteplicità sensoriali, moltiplicando l’emozione dello spettatore.

Domenica 3 dicembre è in cartellone lo spettacolo Le relazioni pericolose della Compagnia Le Belle Bandiere. Riportiamo a seguito la recensione di Elena Bucci e Marco Sgrosso.

È davvero una pericolosa tentazione, affrontare il romanzo epistolare di Laclos, generale, scrittore, inventore, giacobino, amico del Duca D’Orléans, segretario governativo per Danton, governatore sotto Napoleone, capace di danzare con la storia, con le arti e con tutti i poteri che si sono avvicendati in quel secolo straordinario.

Un gioco di specchi, falsari e finte chiavi, dove balenano verità sempre diverse, velate e disvelate dalle armi dell’intelligenza e dell’ironia più amara. Attraverso fiumi di lettere di personaggi affascinanti e crudeli, fidenti ed amorosi, ma sempre clamorosamente teatrali, si snoda l’abile strategia che rivela la matematica spietata dei rapporti e il mutevole duello tra vittima e carnefice, per arrivare, come in un meccanismo ad orologeria, alla grande esplosione finale.

Merteuil e Valmont sono vampiri allo specchio, assetati di linfa vitale, assediati dal desiderio di potere. Tourvel, Cécile e Danceny vengono evocati dalla voce dello stesso autore, usati, immolati, succhiati, svuotati. Lo stesso Laclos diventa protagonista e testimone dei segreti e delle esecuzioni, conosce e favorisce tutte le trame. Ma qualcosa sfugge alle strategie, l’ingranaggio si inceppa, gli specchi rimandano immagini inattese, si spezza il legame tra i complici. La mossa finale è sbagliata e il conto tra vincitori e vinti resta aperto.

Quest’opera geniale, attraverso le storie di amore e sesso di qualche singolare individuo, traccia il ritratto di un’intera epoca alla vigilia di una rivoluzione che ha cambiato la storia”.

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