Quale momento meglio di ora?

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di Paola Biffi

È il 17 novembre del 1939, in Cecoslovacchia il potere è nelle strette mani del regime nazista, l’aria puzza di una libertà negata, oggi, in particolare, Praga piange 9 uomini giustiziati in piazza: sono 5 studenti e 4 professori, condannati per aver protestato durante i funerali di un altro giovane, ucciso qualche settimana prima in una manifestazione.

È il 17 novembre del 1973, gli studenti del Politecnico di Atene si rivoltano contro la dittatura dei colonnelli, un carrarmato sfonda i cancelli dell’università, i feriti sono molti, morti, fortunatamente, nessuno.

È il 17 novembre del 1989, gli studenti di Praga scendono nuovamente in piazza, questa volta contro il regime comunista, viene in questa data proclamata la Giornata Internazionale degli Studenti con una manifestazione pacifica di 15000 ragazzi, la pace cede alla violenza verso sera, e molti manifestanti vengono pestati dalle forze dell’ordine.

È il 17 novembre 2009, all’Università di Bruxelles l’European Students’ Union organizza un evento in cui si discute il ruolo fondamentale del movimento studentesco nella promozione di una cittadinanza attiva contro i regimi autoritari. Partecipano più di cento studenti in rappresentanza di oltre 30 paesi europei, un’assemblea sottolinea il bisogno di un riconoscimento ufficiale dello statuto europeo dei diritti dello studente.

È il 17 novembre 2012, io sono al terzo anno del liceo, il governo in carica sta promuovendo una politica di austerity che taglia i fondi destinati alla scuola, ma per il momento il peggiore problema dell’istituzione scolastica italiana penso sia il mio 2 in una verifica a crocette, e forse anche un po’ per questo decido di scendere in piazza a protestare.

Il 17 novembre è un giorno di movimento.
Al di là delle motivazioni politiche, al di là della violenza che offusca anche il più puro degli ideali, la Giornata Internazionale degli Studenti celebra la forza di una gioventù viva, che negli anni ha dimostrato di essere più forte di qualsiasi tipo di repressione. È il potere di una cultura che esce dai libri di scuola, che si riversa nelle città, che si fa sentire forte, oggi come allora.

“Bisognava che cominciasse da qualche parte in qualche momento: quale luogo meglio di questo e quale momento meglio di ora?”
-Indignados

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