Quando la storia non ha un eroe

di Francesca Radaelli

Raccontare una storia in cui l’eroe non c’è. Un’avventura in cui manca il protagonista che lotta solo contro tutti. Una fiaba che sfida le leggi di Propp. Una narrazione che sfida le leggi di Vogler. È una bella sfida quella che ha scelto di affrontare la scrittrice Michela Murgia in Noi siamo tempesta, uscito nel febbraio 2019 per Salani. Un libro per ragazzi, che vuole scardinare uno stereotipo non solo narrativo ma anche e soprattutto educativo, come scrive la stessa autrice nell’introduzione: “Che cosa implica insegnare ai bambini e ai ragazzi che il mondo va letto solo dentro la cornice dell’eroismo solitario?”, si chiede la Murgia. “La gloria del vincitore si ottiene al prezzo dell’annichilimento dei vinti. Dentro questa tipologia di storie si cresce più competitivi che collaborativi, più guardinghi che fiduciosi, più rivendicativi che riconoscenti”.

A fare la storia sono davvero eroi come Pollicino, Harry Potter o Luke Skywalker? Secondo la scrittrice sarda nel mondo reale l’eroe è l’eccezione non la regola: nella realtà più dell’eroismo dei geni solitari, più dell’x factor del singolo, conta il lavoro di squadra, la condivisione di un percorso, la partecipazione di tanti alla stessa avventura. Lo dimostrano le sedici storie, vere anche se ‘romanzate’ – la sfida è anche narrativa, come dicevamo – che Michela Murgia ha scelto di raccontare. Sedici avventure collettive che dimostrano che per le grandi rivoluzioni l’eroe solitario non basta.

Chi è che ha creato e continua a creare Wikipedia? Chi è l’eroe che ha abbattuto il muro di Berlino? Chi ha denunciato al mondo il dramma dei desaparecidos, ottenendo infine la punizione dei militari responsabili? Non una sola persona ma un gruppo, che magari si è venuto a creare un po’ per caso ma che è stato in grado di cambiare la storia. E così è accaduto anche in vicende più recenti, come l’organizzazione del referendum per l’indipendenza della Catalogna o i salvataggi compiuti nel Mediterraneo dall’equipaggio della Mare Jonio.

L’unione fa la forza, diremmo noi. Ma le storie di questo libro mostrano soprattutto che per unirsi insieme non serve per forza un leader da seguire, né è necessario un ‘capitano’ per muovere una folla. Spesso l’unione parte dal basso, da un punto in cui tutti sono alla pari e iniziano a muoversi insieme, fiduciosi di poter contare gli uni sugli altri. È così che Michela Murgia vuole raccontare ai ragazzi la bellezza e la forza del Noi, una forza che permette di essere davvero una tempesta capace di rivoluzionare il mondo.

Un libro in cui forse anche gli adulti possono trovare più di uno spunto di riflessione…