Quella canzone soltanto

imagedi Aldo Germani

Ti succede con quella canzone soltanto. Ti ribalta. Ti strappa dal torpore di un giorno qualunque e ti solleva faccia al vento, mentre il resto sotto scorre incurante. Fa quell’effetto a te e a pochi altri, ma intanto hai gli occhi chiusi, lieviti senza peso, e non ti accorgi più di niente. Indifesa e impreparata, ti ha appena colto di sorpresa anche stavolta.

Hai capito che avresti ceduto fin dalle prime note, dall’attacco delle prime parole. Forse anche perché non la sentivi da un po’. Se ne è rimasta nascosta come un felino in agguato e non ti sei accorta di nulla fino un attimo prima: quando è uscita allo scoperto, poi, sapeva come colpire.

Voce e piano. Deve essere quello il miscuglio perfetto, la pozione che prepara il terreno all’esplosione che causano poi le parole. Perché è sempre solo tutta colpa delle parole: quelle dette al momento giusto, quelle che raccontano così tanto, quelle che toccano le corde più tese e risuonano dentro. Esatte, efficaci, dirompenti. La musica quasi un dettaglio molto meno importante, forse solo la carta su cui sono scritte. Per te. Perché le ha scritte per te, questo è fuori di dubbio. Quella canzone è una lettera scritta per te, imbucata di nascosto, inattesa e speciale. Non puoi certo andare in giro a raccontarlo, ma lui non è un cantante come un altro, non da quando si è messo a parlarti da così tanto vicino e presta la voce proprio a quello che sentivi il bisogno di dire.

Ti guardi intorno d’istinto, per scattare una foto all’istante in cui è accaduto di nuovo. Sai dov’eri la prima volta che l’hai sentita, ti si è impressa addosso la stanza e il suo disordine dentro, i quadri alle pareti, la ferita che provavi a ricucire, il nome che faceva male. Hai pianto allora e ci riesci ancora adesso: la cura del tempo che ha fatto il suo lavoro, la cicatrice che sai dov’è e riesci ancora a sentire.

“… e l’amore è una trappola, mica sempre però, qualche volta ti libera e ti senti una favola e ti sembra che tutta la vita non è solamente retorica, ma sostanza purissima che ti nutre le cellule e ti fa venir voglia di vivere fino all’ultimo attimo oh…”

 

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