Questi fantasmi! Un grande classico di Edoardo De Filippo

La Redazione

Dopo la festosa apertura con lo spettacolo “Ho perso il filo” (con Angela Finocchiaro e i suoi bravissimi ballerini), il Teatro Manzoni di Monza prosegue all’insegna di un grande classico.  Dal 29 novembre al 2 dicembre 2018 andrà in scena “Questi fantasmi !” di Eduardo De Filippo, prodotto da Elledieffe (Compagnia Luca De Filippo, il compianto figlio di Eduardo), con la regia di un maestro del cinema come Marco Tullio Giordana e un magnifico cast  in cui spiccano Gianfelice Imparato e Carolina Rosi.

Si rinnova al Manzoni la tradizione dei grandi classici di Eduardo affidati alla Compagnia di Teatro di Luca De Filippo, oggi diretta da Carolina Rosi. Una produzione importante per la compagnia, sintesi di un lavoro che avvia percorsi artistici condivisi e che continua a rappresentare e proteggere l’immenso patrimonio culturale di una delle più antiche famiglie della tradizione teatrale italiana.

“Ho deciso di affidare il testo – ha dichiarato Carolina Rosi – alla preziosa ed attenta regia di Giordana, sicura che ne avrebbe esaltato i valori ed i contenuti e diretto la messinscena con lo stesso amore con il quale cura ogni fotogramma”.  

Questi fantasmi! è una delle commedie più importanti di Eduardo, un successo assoluto ascrivibile allo straordinario meccanismo di un testo perfetto equilibrio tra comico e tragico.

Divisa in tre atti e scritta nel 1945, Questi fantasmi! è ispirata a un episodio di cui fu protagonista Eduardo Scarpetta, padre di Eduardo. Racconta infatti quest’ultimo che la sua famiglia, in ristrettezze economiche, fu costretta a lasciare la propria abitazione da un giorno all’altro. Il padre riuscì a trovare in poco tempo una nuova sistemazione, all’apparenza eccezionale in rapporto all’affitto ridottissimo da pagare. Dopo alcuni giorni si chiarì il mistero: la casa era frequentata da un’impertinente “monaciello”…

“Eduardo è uno dei nostri grandi monumenti del ‘900 – sottolinea il regista Marco Tullio Giordana – conosciuto e rappresentato, insieme a Pirandello, nei teatri di tutto il mondo. Emerge dal testo un sentimento che ritrovo intatto in questo tempo, un dolore che non ha mai abbandonato la città e insieme il suo controcanto gioioso, quello che Ungaretti chiamerebbe “l’allegria del naufragio””.

 

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