E’ questione di merito, non di genere

merito

di Roberta Romano

Il 1° marzo ha preso via ‘‘È questione di merito’’, progetto di Fox Life e The Circle Italia Onlus dedicato alle donne e al merito, realizzato in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Si tratta di un programma televisivo in cinque puntate, in onda su Fox Life, che ha lo scopo di dar vita ad una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle donne.

L’idea da cui è partito il progetto, spiega una nota, è l’importanza del merito insieme alla necessità di smitizzare alcuni luoghi comuni sulle donne e sulle loro capacità personali e professionali.

Le interviste alle protagoniste delle cinque puntate di ‘’È questione di merito’’ raccontano storie di donne che smentiscono preconcetti, parlano di piccole e grandi battaglie quotidiane, descrivono esperienze esemplari. Al termine della messa in onda del programma sarà fatta una donazione a favore di Sociallymadeinitaly. Il denaro servirà per l’attivazione di corsi di alta formazione per donne detenute.

Le carceri che daranno il via alla sperimentazione di un nuovo percorso formativo e di reinserimento nel mondo del lavoro per le detenute saranno quelli di: Milano, Brescia, Venezia. Le detenute non affronteranno soltanto un percorso di tipo punitivo, ma una vera e propria riabilitazione che potrà condurle alla realizzazione personale in ambito lavorativo. Le donne impareranno un mestiere, quello di sarta, ed avranno tutti gli strumenti per poter lavorare sia dentro che fuori dal carcere.

Per la prima volta, dunque, dopo tanto discutere sulla strumentalizzazione del corpo femminile della tv commerciale e non solo, si può parlare di una piccola vittoria per le donne. È una vittoria per le undici donne “volontarie” che hanno deciso di prestare il volto al programma e raccontare la loro storia personale e professionale sfatando i più classici luoghi comuni. È una vittoria per le carceri italiane che compiono un passo in avanti e si avviano verso una nuova logica di reclusione: basata sulla riabilitazione e non sulla punizione.

È una vittoria, infine, per la televisione che, finalmente, si allontana dai canoni della donna soubrette e valletta, della donna oggetto di desiderio maschile, e comincia a raccontare una storia diversa. Sarà forse questa l’occasione in cui il pubblico apprezzerà la vera voce delle donne, quelle comuni, quelle che tutti i giorni si rimboccano le maniche, ma anche quelle che hanno commesso degli errori e ne stanno pagando il prezzo, Donne vere accomunate da un’unica consapevolezza: quella che il merito non è mai stato, e non sarà mai, una questione di genere.

 

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