Referendum: il confronto fra il SI e il NO

di Antonia Sofia Colombo

Un incontro molto partecipato con un pubblico attento e desideroso di comprendere le motivazioni del fronte del “si” e di quello del “no” al prossimo Referendum costituzionale sulla giustizia. L’incontro “SI, NO, BOH. Opinioni a confronto per una scelta consapevole” della scorsa domenica 8 marzo  è stata un’occasione per avere le idee più chiare in vista del voto del 22 e 23 marzo. A organizzare l’evento alla biblioteca del Carrobiolo sono state le associazioni culturali Novaluna e Zefiro con la collaborazione di Monza Ambiente Solidarietà, Il Dialogo di Monza, Associazione Amici de Il Dialogo, YoungRadio.

In veste di relatori due magistrati ora in pensione: Giuseppe La Mattina, già Presidente del Tribunale di Savona, schierato per il “si” e Gherardo Colombo, già membro del pool Mani Pulite a Milano,ora saggista, voce del “no”. In veste di moderatore il nostro direttore Fabrizio Annaro.

Il giudice Gherado Colombo, a sinistra, con il giudice Giuseppe La Mattina.

Le due toghe hanno illustrato le caratteristiche della riforma che prevede la modifica di alcuni articoli della Costituzione. In pratica, il testo di legge costituzionale separa le carriere del Pubblico Ministero (che accusa) e del Giudice (che giudica). Queste due diverse carriere comportano anche una diversa costituzione dell’organo di autogoverno, per cui è previsto lo sdoppiamento del Consiglio Superiore della Magistratura in due organi uno i P.M. e uno per i Giudici. Entrambi i CSM saranno  presieduti dal Presidente della Repubblica.

Gli altri componenti, invece, sono estratti a sorte, per un terzo, da un elenco di professori ordinari di università in materie giuridiche e di avvocati con almeno quindici anni di esercizio, che il Parlamento in seduta comune, entro sei mesi dall’insediamento, compila mediante elezione, e, per due terzi, rispettivamente, tra i magistrati giudicanti e i magistrati requirenti, nel numero e secondo le procedure previsti dalla legge. I componenti designati mediante sorteggio durano in carica quattro anni e non possono partecipare alla procedura di sorteggio successiva.

Da sinistra: Gherado Colombo, Fabrizio Annaro, Giuseppe La Mattina

«L’unificazione delle carriere – ha spiegato La Mattina – è stata attuata dalla riforma del 1941 per garantire al regime un controllo sulla magistratura. La separazione appartiene, invece, a un ordinamento democratico maturo. Allora, ci si potrebbe chiedere: perché l’unificazione delle carriere è stata mantenuta dai nostri padri costituenti? Ritengo che il periodo storico abbia favorito questa decisione. L’Italia era una democrazia ancora acerba e a rischio».

Numeroso il pubblico intervenuto per l’occassione. Le persone hanno seguito con attenzione e partecipato con interesse ponendo alcune domande ai relatori

Colombo non ha nascosto la sua preoccupazione per il fatto che «con la separazione delle carriere il PM rischia di perdere la cultura del giudice acquisendo sempre più un ruolo di accusatore». Un altro argomento di discussione è stato quella delle correnti in Magistratura. Secondo Colombo «si tratta di espressioni non segrete, ma trasparenti, con tanto di siti Internet consultabili da chiunque».

La Mattina, che ha ammesso di aver fatto parte egli stesso di una corrente, ha ricordato alcuni episodi che lo hanno fatto ricredere sull’effettiva bontà delle associazioni di magistrati. Secondo la Mattina le correnti rappresentano dei centri di potere che non assicurano il corretto funzionamento della magistratura e quindi, secondo La Mattina,  è bene passare al metodo del sorteggio.

Per Colombo non sarà l’introduzione del sorteggio a rompere le correnti. «Credo, invece, che sia umiliante per un magistrato non poter eleggere i propri rappresentanti in seno al CSM».

La Mattina, in conclusione, ha invitato gli elettori a votare in base alle proprie convinzioni e «non semplicemente per seguire o per andare contro i diversi schieramenti politici».

 Colombo, ha ricordato che questa riforma  «non rende più efficiente la magistratura ma va a modificare la tutela dei nostri diritti».

Un confronto appassionato ma sereno. Il pubblico, come detto,  ha seguito con grande interesse e attenzione. Il moderatore ha precisato che il referendum è di carattere confermativo e  non prevede quorum. Infine il moderatore ha voluto ricordare  la giornata internazionale della donna e l’importanza dei valori democratici.

10 marzo 2026

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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