7 maggio 1978: Reinhold Messner e la ricerca del limite

Nanga Parbatdi Daniela Zanuso

Una leggenda dell’alpinismo. Riconosciuto da tutti come lo scalatore più famoso al mondo. E’ stato il primo in tutto e ha precorso i tempi raggiungendo i massimi livelli in ogni campo. Il primo a completare tutti i 14 “ottomila” e,  per usare un gergo tecnico, il primo a raggiungere in solitaria, in velocità, in libera, in invernale tutte le vette, alcune mai violate  prima di lui. E’ arrivato a tutto, anche alla fama internazionale, ognuna delle sue imprese suscitava un clamore mediatico.

Ha rivoluzionato l’alpinismo himalayano, è stato un fautore dell’arrampicata libera, dimostrando l’inutilità dei portatori, delle corde fisse e,  il 7 maggio del 1978 insieme ad Habeler, ha  raggiunto la vetta dell’Everest senza fare ricorso all’ossigeno. Poi è stata la volta delle spedizioni attraverso i deserti del mondo o sui ghiacciai dell’Antartide, le ricerche sulle tracce dello yeti, ma anche la sua lotta a favore di un alpinismo “corretto”, il suo ribadire che un alpinismo privato dei pericoli è una contraddizione in termini, il suo impegno sociale e politico e il suo rimettersi in gioco come scrittore, agricoltore biologico, fondatore di musei.

MessnerLa ricerca del limite  è da sempre la sua  filosofia di vita, ma solo con un atteggiamento di grande rispetto e umiltà. Affrontare un’impresa al limite  per lui non significa spostare più in là i confini, non significa raggiungerne di nuovi. Significa scandagliare i propri limiti. Nell’affrontare imprese al limite si impara la rinuncia ed è per questo che Reinhold Messner ha rinunciato ai chiodi ad espansione, alle bombole d’ossigeno, a tutti gli ausili della tecnologia moderna. Si è imposto regole, come quella di non lasciare nulla del suo passaggio, perché secondo lui non c’è nulla da conquistare, né da scoprire, nessuna bandiera da piantare. E come da lui affermato: “C’è solo qualcosa da vivere, perché i deserti più vasti si trovano dentro di noi. E in questo incontro tra uomo e natura, io trovo sempre la via verso la mia interiorità”.

Un uomo sorprendente, che obbedisce sempre e solo alla sua legge interiore.

 
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