099 rispondono i Requiem: release all’Honky Tonky

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Gli 099 e i Requiem all’Honky Tonky di Seregno, suoneranno sabato 21 marzo, per un release party unico. Entrambi i gruppi padroneggeranno il palco del circolo per presentare i loro ultimi album. L’ingresso sarà gratuito per chi ha la tessera ACSI (costo 5 euro): una serata che ha dell’imperdibile, in cui questi esordienti lasceranno sicuramente una traccia della loro musica all’interno dei vostri canali uditivi. Un vero e proprio duello tra le due facce emblematiche del rock metal: una parte luminosa e colorata, gli 099 e una parte oscura e tenebrosa, i Requiem. Scommettono su di loro numerosi nomi del rock, a cominciare da Titta dei Mellowtoy.

Ildialogodimonza.it ha scelto di fare un’intervista doppia, per conoscere più da vicino questi giovani talentuosi.

Nome?

Gi Gi.

Rob.

A che band appartieni?

Gigi: 099

Rob: I Requiem

Ruolo nella band?

Gigi: cantante

Rob: voce e chitarra

Quali sono i componenti della band?

Gigi: Tore alla chitarra, Jerry alla batteria, Big John al basso e Matteo alle percussioni, sinth e voce.
Rob: lvarez alla  batteria, Armand Jesus al basso e voce, mentre Loray alla chitarra solista.

Quando è nata la band?

Gigi: La band è nata attraverso Salvatore, il chitarrista e Jerry il batterista e Giovanni, il nostro attuale bassista. Originariamente nata Taranto, trasferita poi a Milano quando in questa città Jerry, Salvatore e io ci siamo ritrovati. In ultimo è tornato anche Giovanni. Matteo invece si è aggiunto successivamente, lui è salentino. La band ha iniziato a strimpellare attorno al 2006.

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Gli 099

Rob: Febbraio 2009, anche se in realtà agli albori eravamo solo il batterista e io. Abbiamo iniziato io e lui a comporre i brani, mentre come band effettiva l’abbiamo completata nel settembre 2010. Il primo album è uscito per Halloween del 2011.

Da dove deriva il nome della vostra band?

Gigi: 099 è il prefisso di Taranto.

Rob: Perché è un nome semplice da ricordare, che ricordi la nostra anima dark.

In che genere vi riconoscete?

Gigi: Non è molto definito: ognuno di noi ha i suoi gusti e generalmente facciamo riferimento a crossover, metal, rock. Per noi la musica è multicolore, cerchiamo di mischiare molti generi, di aggiungere toni folk che sono tipici del sud Italia, in modo che si possa creare un ritmo divertente, anche su cui saltare e ballare.

Rob: Ci definiamo una band alternative-horror-punk: in quello che componiamo c’è del punk, aggiunto a una forte componente alternative, qualcuno la considera metal. Siamo alternative, proprio perché le sfumature sono di diverso tipo. Horror, perché lavoriamo sull’horror: a noi piace parlare di tematiche che riguardano la gente comune, in chiave horror, in modo da rendere il tutto più coinvolgente e accattivante.

I Requiem
I Requiem

Tre aggettivi descrivano la band:

Gigi: Alternativi, colorati e imprevedibili.

Rob: Coerenti, pazzi, oscuri.

Perché una persona dovrebbe venire a un vostro concerto?

Gigi: Perché supportare le band emergenti è fondamentale! Non so se abbiamo qualcosa di nuovo da offrire, ma confrontandoci con le altre band dell’underground, a oggi non siamo riusciti a trovare qualcosa di simile a quello che suoniamo noi. In un singolo pezzo siamo capaci di catturare l’attenzione di più gusti musicali.

Rob: Perché stiamo lavorando a qualcosa di completamente nuovo e perché altre band in Italia che suonano quello che suoniamo noi in italiano, non esistono.

Sei mai stato all’Honky Tonky?

Gigi: Tantissime volte!

Rob: Sì, anche se non è stato facile arrivare sul palco dell’Honky. Prima abbiamo dovuto partecipare a un contest: Battle of the bands, abbiamo partecipato alle finali regionali. E grazie a questo contest abbiamo conosciuto Emiliano dei Mellowtoy.

Ti piace?

Gigi: non c’è palco migliore! No, a parte tutto di concerti nella città di Milano ne abbiamo fatti e al di là del palco che è spazioso, con il personale del locale si è formato un clima davvero accogliente e famigliare: dai fonici, a Dava del bar. Non poteva essere fatta scelta miglior, per questo release.

Rob: Assolutamente sì, non perché giochiamo in casa, ma perché palchi come quelli dell’Honky che si prestano per le band emergenti non sono facili da trovare.

Il titolo del vostro ultimo album.

Gigi: Nulla è per caso.

Rob: Vanità.

Il filo conduttore dei vostri brani?

Gigi: Per i nostri brani, non c’è filo conduttore, esclusi tre-quattro. Alla fine è il titolo dell’album che racchiude tutto. Con Nulla è per caso, abbiamo voluto affermare che secondo il nostro punto di vista, noi siamo artefici delle nostre azioni e che per ogni azione corrisponde un effetto e una reazione. Quindi gli unici responsabili di ciò che avviene nell’esistenza siamo noi.

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Rob: Sono dodici tracce, di cui le prime nove sono in concept: parla del viaggio che fa una ragazza. Abbiamo scelto un’entità femminile, perché secondo noi, le donne hanno più forza per affrontare certe situazioni. È un viaggio fantasioso che porterà questa ragazza a commettere numerosi sbagli: per vanità finirà in una setta, commetterà un omicidio e andrà all’inferno. index2

Alla fine, ci sarà un risvolto positivo: riuscirà a riscattare la propria vita, scapperà. La morale è che tutti possono commettere degli sbagli, ma che c’è sempre un modo per uscirne. Il concetto di vanità è a mio modo di vedere, ovvio: oggigiorno, conta più l’apparire che l’essere. Ci sono persone che per farsi vedere, sono disposte a commettere gesti eclatanti. Ogni canzone, però ha la capacità di poter rimanere in piedi da sola.

Avete tratto un singolo?

Gigi: Fuckin’ TV, denuncia alla tv e ai programmi trash.

Rob: Vanità.

La canzone a cui sei più legato?

Gigi: Credo Nulla è per Caso e Ohi Ohi Ohi: quest’ultima parla di energie, della parte spirituale e carnale che coesistono e non possono essere separate. La fase della loro scrittura mi ha veramente emozionato. Poi alla fine sono tutti e undici come figli!

Rob: “So tutti figli miei”, come direbbero i napoletani! Segna Marcia Funebre, al momento!

Cosa vorresti dire a Rob dei Requiem?

Gigi: Gli direi di mettersi una camicia arancione con dei pantaloni gialli e che gli è concesso solo il cappello nero. Oltre a questo che è un pazzo e che gli voglio bene.

Cosa vorresti dire a Gigi degli 099?

Rob: Sabato sera, dopo il live, ci spacchiamo! Gigi, ci divertiremo un mondo!

Chiara De Carli

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