Riccia, il borgo dove sarà bello vivere

 

da Giannella Channel

Il piccolo borgo sull’Appennino molisano, con la sua bussola  del Benessere per chi, dopo i sessant’anni, ha un progetto di vita diverso, rappresenta un modello di resilienza territoriale,  un luogo che si modifica investendo (grazie anche ai fondi europei)  in strutture capaci di rispondere ai bisogni di salute  e nell’albergo diffuso, recuperando case antiche di mille anni  e costruendo nuove risposte economiche e sociali.

Prima d’oggi la difficile parola di “resilienza” che ti viene ripetuta a Riccia, nel Sannio Molisano, l’avevo sentita applicare da un grande medico, Giuseppe Masera, il pediatra impegnato per quasi mezzo secolo nella lotta alla leucemia infantile nell’Ospedale San Gerardo di Monza

È un concetto che deriva dalla fisica. Quando un corpo investe un altro corpo, quest’ultimo controreagisce liberando energia. Gli psicologi hanno trasferito questo concetto alla reazione dell’uomo a un evento traumatico. Molti nostri ragazzi ci hanno insegnato che la crescita positiva dopo il trauma della malattia esiste veramente: per loro è stato come rinascere una seconda volta, dando minore importanza alle cose banali e apprezzando maggiormente i valori della vita”.

La sfida della “resilienza territoriale” portata avanti con fondi dell’Europa e della Regione Molise in questa comunità che si è data l’obiettivo ambizioso di Borgo del Benessere, è la difesa attiva del territorio contro il rischio spopolamento e globalizzazione. Alla base c’è il rafforzamento del “sistema immunitario” del borgo: “Abbiamo acquistato alcune case secolari in abbandono, le abbiamo restaurate, rese confortevoli e destinate alle pantere grigie, a coloro che stanno vivendo la terza età della loro vita, vicini a usufruire di un welfare che non regge più il loro peso e quindi minacciati di prossima rottamazione”, dice Micaela Fanelli, sindaco di Riccia e Capo delegazione dei Comuni italiani al comitato delle Regioni.

Riccia – Scorcio del centro storico

Vogliamo essere pionieri sulla strada delle pari opportunità per i piccoli borghi italiani, affinché tutti abbiano più infrastrutture vitali, più innovazione tecnologica, più formazione professionale, più scambi commerciali. Vivere nelle aree interne non può e non deve essere un atto di eroismo. Fra i compiti principali dell’Europa c’è anche quello di ascoltare le richieste che arrivano dai territori e soprattutto impegnarsi per evitare lo spopolamento, in particolar modo sui fronti della scuola, della sanità e della non autosufficienza. Le Regioni come il Molise, invece, devono essere capaci di utilizzare le risorse messe in campo dall’Unione Europea“.

Un obiettivo diventato realtà in altri paesi d’Europa. Un esempio per tutti: Joensuu, nella Finlandia patria della Nokia specialista nel “connecting people”, dove hanno investito in un parco anziani con assistenza a distanza, convinti che i vecchi possono essere una ricchezza, “il business del futuro”, per dirla con Heikki Niemalainen, assessora ai Servizi sociali e sanitari di quella città di 50 mila abitanti a 500 chilometri da Helsinki e a soli 60 dal confine russo.

Joensuun – Finlandia – Paese del Benessere
 
Da noi si è capito che l’anziano preferisce la sua casa al più lussuoso ospizio della Costa Azzurra. Purché gli siano assicurati continuità di rapporti sociali e assistenza (qui ci pensano i centri servizi), ma anche la tranquillità quando resta solo”.

Per questo diventa indispensabile anticipare i tempi e intraprendere un’azione di lobby, di rete delle aree “minori”, con il fine di riuscire a garantire anche in Molise e in tutti i territori di frontiera un ritorno tangibile sui redditi e sull’occupazione.

Simboli di questa sfida sono una persona e un pugno di case. La persona è lei, il sindaco dal 2009 Micaela Fanelli, moglie e mamma, una laurea in giurisprudenza, che ha deciso di lasciare una promettente carriera in Confindustria per tornare nella propria terra e farne un laboratorio di coesione territoriale, operando su due binari: agire localmente, pensare globalmente in una visione europea: “Ci sono aree dell’Appennino italiano che non hanno avuto accesso ai vantaggi della globalizzazione. Bisogna rivedere i criteri di assegnazione dei fondi pubblici e redistribuire le opportunità”, sono le sue idee chiave ereditate dal suo mentore politico, l’ex ministro della Coesione territoriale Fabrizio Barca.

L’amministrazione di Micaela si è aggiudicata fior di bandi per realizzare, in questo territorio che vede alternarsi in modo armonico e suggestivo, storia e natura, case di riposo e strutture sportive specializzate.

“L’unica risorsa che possiamo trasformare in posti di lavoro è la solidarietà famigliare, che fa parte del Dna dei molisani. Trasformeremo Riccia in un borgo dove gli anziani, i disabili, i bambini possano vivere bene, ricevendo un’assistenza di alto livello e mantenendosi in forma”.

Per questo il Comune sta realizzando un sistema di accoglienza diffuso (il Borgo del Benessere, appunto) specializzato nell’ospitalità parasanitaria che associa attività di assistenza e di cura, programmi di prevenzione e di riabilitazione, iniziative di intrattenimento e di valorizzazione dei rapporti umani, e che sia volano di risanamento e valorizzazione delle risorse del territorio.

Riccia Piazza del Municipio

Il centralissimo ex convento dei Cappuccini ospita una comunità alloggio per 20 anziani, gestito dalla cooperativa La sfinge, la quale assicura l’assistenza anche nella residenza diffusa del borgo. Il Comune ha comprato (90 euro a metro quadro) e ristrutturato cinque edifici del centro storico per trasformarli in una casa di riposo policentrica in cui una trentina di anziani continueranno a vivere in appartamenti nuovi e ben attrezzati, dove saranno assistiti da personale sanitario specializzato (anche in collaborazione con il vicino ospedale di Campobasso). L’ex carcere sarà ristrutturato per ospitare un centro diurno di accoglienza di malati di Alzheimer ed è stata progettata una Collina del benessere attrezzata per le attività sportive indicate per l’anziano. Ai corsi di ginnastica lenta promossi dal Comune con l’Università del Molise partecipano già 150 ultrasessantenni. Il modello scelto è quello dell’albergo diffuso, collaudatissimo e più umanizzante delle strutture tradizionali. Le richieste di ospitalità arrivano dal Molise, dall’Abruzzo e anche dalla Puglia, dal Lazio e dalla Campania, incoraggiati dalle basse tariffe (950-1.150 euro al mese). Maggiori dettagli del progetto Borgo del Benessere a questo link.

Festa dell’uva a Riccia

L’esperienza di questi ospiti, che normalmente hanno una storia legata alla terra, potrà essere rafforzata con la coltivazione degli orti, capaci di restituire alla pantera grigia quell’orologio biologico che, con gli anni, tende a non segnalare più correttamente il passaggio del tempo.
Così alle sorgenti del Fortore, in questa antica fortezza che sorvegliava la piana del Tavoliere pugliese, ci si imbatte in un esempio replicabile non solo nel Molise ma ovunque in Italia si scelga questa visione ottimistica del futuro. Magari facendo un gemellaggio con la finlandese Joensuu.

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