Robert Doisneau: il fotografo dei baci

robert-doisneaudi Daniela Zanuso

E’ conosciuto per la famosa foto Le Baiser de l’hôtel de Ville, dove ha immortalato sullo sfondo di una Parigi ideale – quella che tutti immaginiamo proprio cosi, anche senza averla mai  vista – due innamorati  che si baciano su un marciapiede, in mezzo alla folla incurante. La foto è l’icona della spontaneità, ma in verità non fu proprio così. Difatti Doisneau fu costretto, molti anni dopo quello scatto, a dichiarare che quella foto non era il frutto di un momento colto al volo, ma il risultato di una posa.

Una coppia, che credeva di riconoscersi in quella foto, denunciò il fotografo. Lui si difese dichiarando che non avrebbe mai violato la privacy di due sconosciuti e che quell’istantanea fu realizzata mentre stava preparando un servizio per la rivista Life. Il fotografo chiese, ad una studentessa di passaggio con il fidanzato, di posare per lui. Tutto si risolse per il meglio, l’identità della coppia fu svelata quando la vera protagonista si presentò con l’originale che il fotografo le aveva inviato 40 anni prima.

Comunque sia, questo non toglie nulla al risultato finale: che sia stato uno scatto spontaneo o il frutto di una posa, quello che conta è quello che le sue foto sono riuscite a trasmettere a milioni di persone.doisneau-02-600px

Doisneau era in grado di costruire una meravigliosa complicità con i protagonisti dei ritratti ed era capace di cogliere un istante in un‘inquadratura. Il suo segreto era la pazienza: “aspettando il miracolo”.

A 15 anni il suo esordio nel mondo del lavoro come disegnatore di etichette farmaceutiche. Sarà la conoscenza di André Vigneau, fotografo e cineasta, che gli farà scoprire il mondo della creazione artistica. Quattro anni nel reparto pubblicità delle fabbriche Renault, poi il licenziamento per ritardi ripetuti, gli permettono di accedere all’ambito status di fotografo freelance .Doisneau

Scoppia la guerra e di conseguenza, una battuta d’arresto per i suoi progetti. Nell’euforia del dopoguerra,  accumula le immagini che saranno il suo successo, muovendosi ostinatamente “dove non c’è nulla da fare“, sottolineando i momenti fugaci, i piccoli piaceri, i giochi dei bambini, le persone colte in situazioni bizzarre.

Attraverso gli anni ha catturato giorno dopo giorno “gesti comuni di gente comune in situazioni comuni” Diceva: “Trovavo un piacere smisurato nel fotografare i rifiuti della società, siano essi persone o luoghi …in questi scenari le gesta delle persone sono ritratte in modo semplice, naturale”.  I suoi servizi vennero pubblicati dai magazine Life e Vogue e collaborò con scrittori come Blaise Cendrars e  Jacques Prevert.

Doisneau_foto4Alla sua morte nel 1994, ha lasciato circa 450.000 negativi che raccontano il suo tempo con un divertimento tenero e amorevole, che non oscura sicuramente la profondità della sua riflessione, l’insolenza contro il potere e il grande spirito di indipendenza.

 

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