Rodolfo Valentino: il primo grande divo

rodolfo_valentino-2di Daniela Zanuso

Rodolfo Guglielmi di Valentina d’Antonguolla, in arte Rodolfo Valentino, era nato il 6 maggio 1895 a Castellaneta in provincia di Taranto, nella realtà di un sud povero e decisamente soffocante.

Di famiglia benestante, studiò fino al diploma di Perito agrario e dopo una vacanza parigina, nel 1913 decise di imbarcarsi per gli Stati Uniti, come tanti in quel periodo, in cerca di fortuna.

I primi tempi furono decisamente grami: dormiva sulle panchine di Central Park a New York e viveva di lavoretti poco remunerativi: il lavapiatti in un night, il cameriere, il giardiniere. Era però cresciuto in una “buona famiglia”, parlava quattro lingue e nella danza era un vero talento, sapeva ballare con raffinata eleganza. Si fece presto notare per la sua prestanza e iniziò a fare quello che oggi chiameremmo il ”gigolò”, cioè l’accompagnatore di attempate signore benestanti e il partner a pagamento per balli di coppia, tutte cose che gli garantirono una discreta situazione economica e l’ingaggio presso una compagnia teatrale. Poi l’incontro con Norman Kerry e il trasferimento a Hollywood.

Gli inizi furono poco incoraggianti: ballerino, gangster, comparsa in piccoli ruoli, ma furono anche occasione per farsi notare e in poco tempo, con il nome di Rodolfo Valentino, inizieranno le prime apparizioni come attore in ruoli da “mascalzone latino”.

La celebre scena del tango nel film “I quattro cavalieri dell’Apocalisse” darà inizio ad una crescente fama di seduttore di uomini e donne in un momento in cui al cinema muto, bisognava necessariamente sopperire con l’intensità dello sguardo e le aggraziate movenze del corpo.

Ma sarà solo grazie all’ingaggio con la Paramount che Valentino troverà fama e successo, prima con il famoso film di George Melford “Lo sceicco” , in cui saprà rivelare tutto il suo fascino magnetico, poi con “Sangue e arena” e “L’aquila nera”. Il suo ultimo film “Il figlio dello sceicco” uscirà dopo la sua morte.

Molto si è parlato della sua supposta omosessualità e dei suoi amori. La sua triste fine, il 23 agosto del 1926, a soli 31 anni, sarà causa di scene di isteria e fanatismo, oltre che di diversi suicidi. Lo stesso Charlie Chaplin dichiarò che  “la sua morte improvvisa fu la più grande tragedia per l’industria di Hollywood”.

E’ stata la prima vera star, il primo divo cinematografico del suo tempo.

 

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