Romano Guardini e la visione cattolica del mondo

di Marco Riboldi

Chi sia Romano Guardini è o dovrebbe essere noto. Sacerdote e teologo nato nel 1885 a Verona, ma poi sempre vissuto in Germania, è stato uno tra i più importanti pensatori cattolici del  secolo XX, con una ricchissima produzione filosofica, letteraria, pastorale e pedagogica, in un continuo confronto con la letteratura e la cultura, del suo tempo e non solo.Il Santo Padre Benedetto XVI lo ha considerato sempre tra i suoi maestri.

Di un pensiero molto vasto e complesso, qui qualche cenno solo all’oggetto della cattedra universitaria che l’Autore ricoprì, dal 1923 al 1939 (anno in cui venne forzatamente “pensionato” dal nazismo) e poi dal 1945 al 1962, sei anni prima della morte, sopravvenuta nel 1968.

La materia insegnata era “Filosofia della religione e katholische Weltanschauung”.

Cosa significa? Katholische Weltanschauung può tradursi con “concezione, visione cattolica del mondo”. Si trattava di una disciplina del tutto nuova e da inventare, dando profondità e spessore ad un progetto culturale dai confini allora abbastanza indefiniti.

Per parlarne uso il testo “Romano Guardini e la  visione cattolica del mondo” edito da Morcelliana, che si avvale anche di una bella post fazione di Silvano Zucal. La pubblicazione risale a molti anni fa, ma poiché il contenuto è quello delle prime lezioni tenute da Guardini all’Università di Berlino, la cosa non è particolarmente rilevante.

Dunque: cosa è la “visione cattolica del mondo?”.

Guardini  vuole esporre non tanto una  storia della teologia o un’apologia del cattolicesimo, quanto mostrare l’atteggiamento di fondo che il cattolico ha nei confronti della realtà.

Si potrebbe dire che la questione è quella di come l’uomo può vedere il mondo e la realtà con  un punto di vista specifico.

Quella cattolica infatti non è l’unica Weltanschauung possibile: ci sono tante e ricche concezioni del mondo  e della vita a disposizione dell’uomo.

Uno dei primi compiti che Guardini si pone, è proprio quello di far comprendere che c’è una differenza sostanziale tra la Weltanschauung  cattolica e le altre, come vedremo.

Qual è lo specifico della  visione cattolica?

Anzitutto sottolineare la “totalità” della visione: per il cattolico il mondo si dà come un insieme il cui senso può essere compreso globalmente. Le cose sono sì complete in sé e significative, ma sono inserite in una totalità più ampia che le ricomprende. Le singole cose (e persone, avvenimenti, eventi) hanno una loro completezza, ma si spiegano appieno solo nella totalità.

Il soggetto intuisce queste relazioni che legano il singolo alla totalità e va alla ricerca del significato. Questo però significa che occorre una visione che sia libera, pura, non vincolata ad interessi, capace cioè di distinguere il funzionale (pure importante) dall’assoluto, che è il vincolo finale.

Quale concezione della realtà può afferrare in questo modo la realtà stessa?

Certamente questo è lo specifico della Weltanschauung cattolica, che ispirandosi alla totalità fatta persona, il Cristo, può conoscere e possedere il reale in tutta la sua ricchezza, ma guardandolo dall’alto di una Rivelazione che ha regalato all’uomo una conoscenza non rinvenibile in altri sguardi e punti di vista.

Su questo Guardini è fermo: solo il cattolicesimo può offrire una visione adeguatamente globale della realtà nel suo pulsare vivo e diversificato, perché solo il cattolicesimo è sufficientemente universale, cioè capace di  distinguere ed unire in modo elastico il tutto che ci si manifesta. 

Alla fine la Weltanschauung è lo sguardo di Cristo sul mondo, per come noi possiamo intuirlo e viverlo all’interno della comunità dei credenti.

E’, questo, un messaggio per i soli cattolici, in qualche modo escludente?

Direi di no, per una serie di motivi.

Anzitutto quella della Weltanschauung cattolica è l’esperienza di una visione della realtà che può essere offerta a tutti, come possibilità di lettura della realtà non solo ”in sé”, nella sua essenza metafisica, ma anche e soprattutto nella sua vivente corporeità quotidiana. Per questo essa diventa possibile incontro tra persone che affrontano la  vita e il mondo cercandone un significato.

Inoltre la Weltanschauung cattolica non è una serie di precetti o di azioni, ma uno atteggiamento di contemplazione, un “vedere” le cose con occhi nuovi, anche se poi in Guardini il radicamento nella Chiesa è saldissimo.

Infine, il confronto tra le diverse Weltanschauung non può esaurirsi in un mero elenco storico o sociologico delle diverse concezioni del mondo e della vita che si sono susseguite nel corso della storia o che convivono in un dato periodo: non sarebbe serio, né rispettoso. Una autentica e sincera convinzione deve proporsi come valore in sé e proporsi come visione di verità, se non vuole che la riflessione si esaurisca in un relativismo di comodo per cui tutto diviene uguale ed egualmente valido (come si potrà notare, la tematica è una di quelle molte volte ripresa da papa Benedetto XVI)

Quindi un sereno proporsi come portatori di una visione che spiega il senso della realtà e del nostro vivere, alla luce di quello sguardo cristologico che può davvero definirsi come la cifra conclusiva di questo breve, ma denso opuscolo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

AlphaOmega Captcha Classica  –  Enter Security Code