Sacripante

Sacripante  [sa-cri-pàn-te] s.m. Uomo robusto di aspetto imponente, forte e valoroso; (spreg.) spaccone, smargiasso, gradasso (in particolare nelle locuz. fare il sacripante); (scherz.) furbo, birbante, briccone 

2. Chi si batte con generosità e spavalderia senza conseguire nessun risultato. Avverso al mondo, avversi a me gli eventi. E la colpa è tutta mia che sono un Sacripante e un Don Chisciotte (Carducci, II-5-216 )

3. Individuo privo di scrupoli, mascalzone, farabutto, ribaldo. Naturalmente la zia preferiva il nipote sacripante.(Bacchelli, I-361)

Viene usato anche come esclamazione di stupore, sorpresa, meraviglia ma anche disappunto, risentimento

Etimologia:  dal nome di un personaggio della letteratura epico-cavalleresca, presente ne “L’Orlando innamorato” di Boiardo e poi ripreso da Ariosto ne “L’Orlando furioso”. Sacripante è un guerriero fortissimo che combatte nelle file dei saraceni e, come moltissimi cavalieri sia pagani che cristiani, è innamorato della bellissima Angelica. Combatte in sua difesa quando lei è minacciata, e per lei compie imprese eroiche e valorose. Non riuscirà mai, però, a conquistarne l’amore.

 

 

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