Salvador Dalì, ovvero Avida Dollars

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dalìdi Daniela Annaro

Un anagramma segna la storia di Salvador Dalì che nasce l’ 11 maggio 1904. Un gioco di parole per schernirlo, gioco inventato dal poeta surrealista André Breton nel 1936 e che  decreta la fine  del loro sodalizio intellettuale all’interno del movimento.

Un sodalizio nato proprio sull’onda dell’eclettismo intellettuale di Dalì e conclusosi per i suoi eccessi, per le sue manie di grandezza e di protagonismo.

Questa suo caratteraccio nulla toglie alla forza della sua pittura, anzi ne è parte intrinseca. Salvador Dalì è non solo un grande pittore,ma anche un fotografo, uno sceneggiatore, uno scultore, un cineasta, uno scrittore.

Salvador Doménec Felip Jacinti Dalì i Domenech , marchese di Pubol è il nome completo. Nasce e muore a Figueres, in Catalogna. Sin da giovanissimo si distingue per gli atteggiamenti stravaganti e anticonformisti. Un eccentrico, basti pensare ai suoi lunghi “moustaches”, baffi rivolti all’insù.dalì-15

L’infanzia è segnata dalla morte del fratellino che come lui si chiama Salvador avvenuta prima della sua nascita, (tant’è che in famiglia dicevano che lui ne era la reincarnazione) e dalla scomparsa della madre, a cui era affezionatissimo, scomparsa avvenuta quando Salvador aveva 16 anni.

E’ la madre a incoraggiarlo e a sostenerlo come pittore. A 18 anni, va a vivere nella Residencia de Estudiantes di Madrid dove conosce e diventa grande amico di Federico Garcìa Lorca e di Louis Bunuel, Con quest’ultimo,realizza, due lungometraggi : “Le chien andalou” (1929) e “L’age d’or” (1930).

 

Una sequenza orripilante quella del taglio dell’occhio. Significativa, però,  di tutto il percorso compiuto  da Dalì fino al 1928

E’ la sintesi  del sovvertimento totale di tutte le forme della rappresentazione, la necessità di indagare la realtà in maniera del tutto nuova. Per arrivare a quel punto, Salvador Dalì parte da lontano: dallo studio dei classici rinascimentali (adora Raffaello),studia Velasquez come i maestri impressionisti. Dalì stesso scrive dell’importanza di Picasso nella propria arte.

Nonostante sia sostanzialmente un anarchico, contro tutti i poteri costituiti, è essenzialmente un metodico. Nei suoi scritti, spiega l’importanza dello  studio sistematico  non solo della storia dell’arte,ma anche dell’anatomia, della matematica, dell’estetica,della scienza del colore. Con questo bagaglio e con il sua esasperato egocentrismo, Dalì, dopo la realizzazione de “Le chien andalou”, ha tutte le carte in regola per approdare al movimento surrealista. Nella primavera del 1929  conosce  la moglie del poeta Paul Eduard, Gala. E’ un incontro folgorante. Gala diventa la sua musa e  sarà compagna per tutta la vita.dalì1

L’approdo di Dalì nel movimento surrealista coincide con il momento di maggior dibattito interno. L’artista di Figueres dà impulso nuovo sempre secondo il suo stile di grande provocatore, tanto da arrivare  a esaltare Hitler e Stalin e questo lo porta alla rottura con il gruppo di Breton.  Una rottura che coincide con il punto di massimo successo della sua arte. In Spagna infuria la guerra civile,il suo amico Federico Garcia Lorca è ucciso dai franchisti,  Dalì e Gala sono negli Usa per una grande mostra: in due settimane  vende tutte elle tele – tranne l’enigma di Hitler – e realizza ben 25.000 dollari di incasso. Una cifra impressionante per allora. E’ proprio in questa circostanza che Breton elabora il pesante anagramma  sul suo nome :Avida Dollars.

Un’espulsione che non compromette  né la sua creatività né l’approfondimento di temi legati  legati alla psicanalisi. Nel 1938, conosce Sigmund Freud che della sua arte dirà: ” un caso psicologico molto serio”.

 

 

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