San Valentino e il miracolo più grande

rosadi Francesca Radaelli

Il 14 febbraio del lontano 273 muore martire il vescovo Valentino. Fu torturato e decapitato al tempo delle persecuzioni contro i cristiani, il suo corpo fu seppellito di nascosto da tre dei suoi discepoli. Il suo nome è associato alla festa degli innamorati che si celebra oggi in tutto il mondo, per la gioia di fioristi e pasticceri. Ma chi era San Valentino e perché divenne il protettore ufficiale dell’amore romantico?

San Valentino nacque a Interamna Nahars, l’attuale Terni, nel 176 d.C., fu consacrato vescovo della città da papa Feliciano nel 197, al tempo in cui infuriavano le persecuzioni contro i seguaci di Gesù.

San Valentino. Dipinto di Leonhard Beck, Museo Nazionale della Fortezza di Coburgo.

San Valentino. Dipinto di Leonhard Beck, Museo Nazionale della Fortezza di Coburgo.

La leggenda racconta che fu il primo religioso a celebrare l’unione fra un legionario pagano e una giovane cristiana, due antichi precursori di Giulietta e Romeo, che poterono però coronare con un lieto fine la loro storia d’amore, proprio grazie al vescovo di Terni. Ma il vero grande miracolo di Valentino fu un altro.

Si narra infatti che un giorno Valentino sentì passare, vicino al suo giardino, due giovani fidanzati impegnati in un litigio senza esclusione di colpi. Il futuro santo andò loro incontro con una rosa e la diede loro in regalo: “Prendete questo fiore, stringete insieme il gambo, riconciliatevi e pregate il Signore perché mantenga vivo il vostro amore”, intimò loro. I due, forse un po’ intimoriti da tanta perentorietà fecero come diceva.

Riconciliare due fidanzati ben decisi a battibeccare tutto il giorno non è cosa facile, forse davvero fu l’Altissimo ad aiutare Valentino, fatto sta che non solo i due non si punsero con le spine della rosa, ma – ecco il vero miracolo – fecero pace all’istante per davvero, tanto che qualche tempo dopo tornarono dal vescovo, chiedendogli di benedire il loro matrimonio.

E fu così che San Valentino divenne il protettore dell’amore e degli innamorati e che nei Paesi anglosassoni furono chiamati proprio ‘Valentine’ i bigliettini d’amore a forma di cuore, colomba o Cupido che ci si scambia tra fidanzati il 14 febbraio.

Valentina del 1862: "My dearest miss, send thee a kiss"

Valentina del 1862: “My dearest miss, send thee a kiss”

L’esempio più antico di ‘Valentina’ risale al XV secolo: la scrisse Carlo d’Orléans, allora detenuto nella Torre di Londra dopo la sconfitta alla battaglia di Agincourt (1415). Nel biglietto che Carlo fece arrivare alla moglie dalla prigione erano scritte in francese queste parole: “Je suis déjà d’amour tanné, ma très douce Valentinée”. Ovvero: “Sono già malato d’amore, mia dolce Valentina”.

 

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